Rieti, Risorse Sabine: deliberata dalla Giunta regionale la proroga triennale dei progetti per 66 lavoratori

Risorse Sabine
di Massimo Cavoli
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Domenica 10 Dicembre 2023, 00:10

RIETI - La strenna di Natale per i 66 ex dipendenti di Risorse Sabine, la società partecipata dalla Provincia dichiarata fallita nel 2022, è arrivata sotto forma di rinnovo triennale dei progetti di formazione lavoro in scadenza il prossimo 31 dicembre. Un risultato ottenuto in piena zona Cesarini da sindacati e lavoratori, dopo il pressing sulle forze politiche, iniziato con le riunioni presiedute dalla leghista Roberta Cuneo in Provincia, sostenuta in questo da Fabio Nobili, vicecoordinatore vicario provinciale di Forza Italia, proseguito con gli incontri alla Regione Lazio, su spinta del consigliere regionale di FdI, Michele Nicolai, e sfociato nella delibera della Giunta in cui è stata approvata la proposta dell’assessore forzista al Lavoro, Giuseppe Schiboni, che sigla l’impegno a prorogare i progetti.

I passaggi. Soluzione, va detto, che non scatena gli entusiasmi dei sindacati Cgil e Cisl, decisi a ottenere di più, ma che permette di guardare al futuro con meno ansia. «È una boccata di ossigeno, e va bene così, se solo pensiamo che tra poche settimane i lavoratori si sarebbero potuti ritrovare senza un’occupazione e privi del salario - affermano Paolo Bianchetti, coordinatore federale di Cisl Rieti Roma Capitale, e Claudio Coltella, responsabile provinciale della Cgil Rieti Roma Eva - ma non possiamo parlare di pieno successo, perché il nostro scopo rimane la definitiva stabilizzazione dei dipendenti occupati in diversi enti pubblici dove percepiscono il salario, ma non godono del riconoscimento previdenziale dell’Inps. La speranza resta che questa proroga non rappresenti un modo per temporeggiare sulla definizione del problema, ma ci aspettiamo di essere convocati dopo le festività in Regione, dove si potrà cominciare a gettare le basi per arrivare a un percorso per la fine del precariato per questi lavoratori».
Ma l’importante era evitare il peggio perché le prospettive non erano rosee, soprattutto dopo che l’ex giunta Zingaretti non aveva fatto in tempo ad approvare un emendamento pro stabilizzazione, presentato dal consigliere uscente Fabio Refrigeri.

Gli stessi Bianchetti e Coltella, nelle assemblee con i lavoratori, non hanno mai nascosto le difficoltà per arrivare al risultato auspicato, perché si tratta di un iter che richiede diversi passaggi e la questione non si poteva risolvere in poche settimane, oltretutto a fronte di risorse che stanno per esaurirsi come i sindacalisti avevano avuto modo di annunciare. In caso contrario, si sarebbe rischiato uno stallo dai tempi indefiniti e dalle conseguenze difficili da prevedere. «Con il rinnovo siamo più tranquilli, ma questa vertenza deve trovare una soluzione definitiva. È l’obiettivo che ci siamo prefissati dall’inizio e in questa direzione continueremo a impegnarci», concludono i segretari di Cgil e Cisl.

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