Rieti, lite per motivi politici alla stazione: due condanne

Stazione di Rieti
di E.F.
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Venerdì 8 Ottobre 2021, 00:10

RIETI - Perse metà orecchio durante una colluttazione. Fu una zuffa terminata con un selvaggio morso all’orecchio in perfetto stile Mike Tyson (come sempre sostenuto dalla difesa della presunta vittima), o si trattò di una circostanza accidentale durante il diverbio dovuta all’orecchio rimasto impigliato a causa dei numerosi orecchini presenti nella cartilagine esterna? Per ora il giudice del tribunale di Rieti ha condannato entrambi i giovani che furono protagonisti di quella colluttazione e che culminò con l’asportazione totale di un intero lembo dell’orecchio di uno dei due verosimilmente indebolito da una serie di orecchini presenti praticamente dall’elice (parte superiore) fino al lobo. Il verdetto del tribunale è stato un di anno di condanna per il giovane 26enne studente reatino difeso dall’avvocatessa Sara Principessa (il pm aveva sollecitato una condanna a 18 mesi) e 6 mesi all’altro contendente, 28 anni, vittima della menomazione (avvocati Cristian Baiocchi e Alessandro Brucchietti) causata dalla vistosa lacerazione. 
I due ragazzi erano sul pullman Cotral che da Roma tornava a Rieti e la vicenda risale al maggio del 2017. All’interno del bus, nel corso del viaggio, sarebbero sorti alcuni piccoli screzi per futili motivi, scaturiti da divergenze politiche e differenti posizioni ideologiche su elezioni e politica. Una volta discesi a terra al capolinea presso la stazione ferroviaria di Rieti, dalle parole ai fatti con una violenta colluttazione tra i due che, nel darsele, sono poi finiti a terra avvinghiati. Nella zuffa il giovane con gli orecchini ha riportato lo strappo dell’intera parte inanellata perdendo praticamente metà orecchio sull’asfalto. Per la difesa fu un violento morso e a confermarlo sarebbero gli evidenti segni di mozzicamento lasciati dai denti dello studente, tesi sostenuta e suffragata da un’ampia documentazione fotografica. Tutto il contrario però di quanto sempre sostenuto dall’altra difesa: fu un’accidentale lacerazione quando i ragazzi erano a terra rotolando uno sopra l’altro e dovuta a un impigliamento o al trascinamento sull’asfalto con un effetto cerniera dovuto alla presenza dei pendenti che, uno a uno, avrebbero strappato in sequenza la cartilagine come una linea tratteggiata. Disposto dal giudice del tribunale di Rieti - rispetto alla richiesta di risarcimento danni – il doversi procedere in separata sede civilistica per la quantificazione dei danni patiti. Le difese dei due rivali appelleranno la sentenza di primo grado emessa nei giorni scorsi.

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