Rieti, accusa di violenza sulla figlia minorenne della compagna, l’uomo: «Relazione paterno-affettiva»

Carcere di Vazia
di R.R.
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Mercoledì 30 Novembre 2022, 00:10

RIETI - Rimane ristretto in carcere, nella casa circondariale di Vazia, in attesa dell’esito dell’istanza presentata davanti al tribunale del Riesame di Roma, il 58enne reatino indagato per violenza sessuale aggravata nei confronti della figlia minorenne della propria ex convivente. L’uomo - assistito dal proprio legale di fiducia, Carlo Chiattelli - è comparso davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia e, senza avvalersi della facoltà di non rispondere, ha controbattuto alle domande del giudice per le indagini preliminari, fornendo spiegazioni e delineando la propria versione fattuale degli eventi, fornendo un’ampia versione testimoniale.

Le osservazioni. Secondo quanto rappresentato dal 58enne, residente a Santa Rufina di Cittaducale, le dichiarazioni rese dalla minore non risulterebbero attendibili né veritiere, in quanto la stessa sarebbe stata vittima di strumentalizzazioni poste in essere dalla madre, che l’avrebbe utilizzata con il dichiarato intento di colpirlo e punirlo, per il fatto di aver troncato il loro rapporto di convivenza, non avendo accettato di buon grado l’interruzione di quella relazione, agendo così con spirito vendicativo nei suoi confronti. Si sarebbe trattato, dunque, di un legame esclusivamente paterno-affettivo, quello nato tra l’uomo e la 14enne, a causa dell’assenza quotidiana della figura paterna e della scarsa e saltuaria presenza di quella materna.

Poi gli sms estrapolati a seguito del sequestro da parte dei carabinieri dello smartphone in uso alla ragazza: rispetto agli espliciti sms intercorsi tra lei e il 58enne, si sarebbe invece trattato di un’alterazione del loro contenuto, in una sorta di distorsione interpretativa. Sms che l’uomo ha ricondotto alla naturale conseguenza di un rapporto filiale che, nel tempo, si era venuto ad instaurare tra l’indagato e la minore. Proprio in questo ambito si andrebbero a contestualizzare i messaggi telefonici in cui si riferisce alla ragazzina chiamandola “amore” o “tesoro” e non con il proposito di accattivarsene la benevolenza a fini sessuali.

La richiesta. Contestualmente l’avvocato difensore, Chiattelli, ha avanzato istanza di revoca della disposta misura restrittiva, ritenendo illegittima l’ordinanza con la quale è stata applicata la misura cautelare, in quanto emessa sia in assenza di gravi indizi di colpevolezza nonché di concrete esigenze cautelari, chiedendone l’annullamento e la revoca o, in subordine, una misura meno afflittiva. Il reatino, libero professionista nel settore edile, era stato destinatario di una misura di custodia cautelare in carcere, eseguita dai militari dell’Arma, a seguito di una delicata inchiesta che lo vedeva indagato con l’ipotesi di reato di aver commesso atti sessuali con una minorenne. Su di lui gravavano pesanti indizi di colpevolezza, configuratisi a seguito del sequestro del cellulare della 14enne e delle sue dichiarazioni rese in sede di audizione protetta, nonché dei riscontri medici delle visite cui la giovanissima era stata sottoposta.

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