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Rieti, il vescovo Pompili verso Verona: le difficoltà di una scelta

Il vescovo di Rieti monsignor Domenico Pompili
3 Minuti di Lettura
Giovedì 30 Giugno 2022, 00:10

RIETI - Solo questione di dettagli, di legittime e comprensibilissime remore personali legate all’ottimo lavoro da tempo avviato a Rieti e provincia, con tanti dei progetti cantierizzati ormai prossimi ad andare a buca. Monsignor Domenico Pompili, in queste ore non facili, per lui e la Diocesi reatina, si è preso tempo per riflettere. Tutto quello necessario. Dalle mura del vecchio palazzo vescovile reatino nulla trapela. Ed è normale che sia così. Ma dagli ambienti vaticani romani, la “voce” che vuole il presule reatino pronto per diventare la nuova guida pastorale di Verona è confermata. Ed è anche, in qualche modo, sollecitata, considerato che l’attuale vescovo della città veneta, monsignor Giuseppe Zenti, da circa un mese, per raggiunti limiti di età, ha rassegnato le proprie dimissioni e prossimamente dovrà essere sostituito. Più prima che poi, date anche le polemiche seguite, nel corso della recente campagna elettorale per le amministrative nella città veneta, quando una sua dichiarazione è stata letta come una sorta di endorsement a favore di Federico Sboarina, sconfitto nel ballottaggio di domenica scorsa da Damiano Tommasi, l’ex calciatore di Verona e Roma, eletto sindaco. 
Tutto fatto, quindi? No. E per un motivo semplicissimo. Monsignor Pompili può anche rifiutare. Può anche decidere di restare a Rieti. Ma per il bergogliano Pompili è questa un’ipotesi remota. A trattenerlo, al momento, c’è soprattutto l’enorme mole di lavoro avviata a Rieti e provincia subito dopo il terremoto del 2016. Una serie di iniziative a dir poco lodevoli e molto concrete - Casa Futuro di Amatrice e le celebrazioni di Greccio 2023, legate agli 800 anni della prima rappresentazione della Natività, tanto per citarne due - che perderebbero, senza Pompili, il motore, la guida sicura che fin qui le ha portate a un passo dal compimento. Ma la vita professionale dei Pastori della Chiesa è costellata da questi momenti, da scelte difficili, apparentemente incomprensibili secondo la logica umana. Ma se la missione di Pompili, come quella di altri vescovi, è quella di venire incontro alla difficoltà, aiutare dove c’è bisogno, sostenere dove c’è necessità di costruire nuovi ponti, monsignor Pompili non si metterà da parte. E andrà dove lo chiamano. Rieti, i suoi fedeli, la sua comunità? Non può, a nostro parere, che rallegrarsi, augurargli tutto il bene possibile e rimboccarsi le maniche per continuare a coltivare e godere dei meravigliosi frutti che il vescovo Domenico ha donato a questa terra, nei sette anni in cui l’ha meravigliosamente guidata.

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