Il Rieti lunedì sera contro il Trapani
Il ds granata Rubino: "Cambiare pelle
in trasferta per puntare al vertice
Contro il Rieti occhio ai calci piazzati”

Sabato 16 Febbraio 2019 di Roberto Panetta
Raffaele Rubino
RIETI - La vittoria nel derbissimo sul Catania, 1-0, candida seriamente il Trapani alla vittoria finale del campionato. Mai come ora i granata sono stati così vicini alla Juve Stabia (6 punti di distanza) e adesso ci credono davvero.
Un mix di giovani e gente esperta, giocatori sconosciuti e giocatori di grande fama, calciatori di qualità e calciatori di sostanza, una squadra costruita per puntare in alto. Molti meriti al diesse Raffaele Rubino, alla prima esperienza tra i professionisti, dopo l’annata scorsa come responsabile tecnico delle giovanili del Parma.

Rubino, dopo il derby questo Trapani si candida fortemente per il primo posto.
"È una vittoria che vuol dire molte cose. Innanzitutto ci dà autostima, convinzione dei nostri mezzi, oltre ad un’enorme carica mentale. Poi abbiamo dato un segnale importante alle altre. Però noi in estate non siamo stati costruiti per vincere, quindi giocheremo le restanti partite con spensieratezza e senza pressione, non avendo nulla da perdere".
È inutile nascondersi, visto come sono andati gli ultimi campionati in C, con rimonte clamorose, chi sta dietro in classifica potrebbe essere avvantaggiato per la vittoria finale.
"Non ci vogliamo nascondere, però non dipende solo da noi, il 50% sta nelle mani della Juve Stabia. Può succedere di tutto, due anni fa l’Aessandria ha perso un campionato che sembrava stravinto e l’anno scorso la stessa cosa stava per capitare al Livorno. Il cammino è ancora lungo e insidioso, però noi dobbiamo fare attenzione a quelle dietro, Catanzaro e Catania, perché se perdi qualche colpo ti ritrovi al quarto posto all’improvviso".

Quanto pesa sul campionato quel gol segnato da Mezavilla al 92’, tra l’altro nell’unica partita persa in casa, 1-2, dal Trapani?
"Ha un valore specifico enorme. Abbiamo giocato una partita eccezionale per 70’, mettendo alle corde la Juve Stabia. I campani hanno fatto una gara da ‘marpioni’ e ci hanno punito nei minuti finali. Abbiamo ancora lo scontro diretto da giocare al ‘Menti’ ma quella sconfitta non la meritavamo proprio".
Quali sono i meriti di Rubino nell’aver costruito una rosa così competitiva?
"Devo dire che ho trovato un ottimo gruppo. Mi sembra riduttivo parlare dei soliti noti, giocatori che non hanno bisogno di certo della mia presentazione. Vorrei sottolineare che Tulli (decisivo con il gol in rovesciata, al 56’, nel derby con il Catania, ndr) in estate non lo voleva nessuno perché a Teramo l’anno scorso non aveva mai segnato, è stata una nostra scommessa e ora ci sta ripagando alla grande. E poi Taugourdeau nella passata stagione era stato accantonato, abbiamo puntato su di lui e sta facendo ottime prestazioni. Poi abbiamo fuori causa due giocatori giovani molto interessanti come Golfo e l’uruguiano Juan Ramos".

Però per puntare al primato bisogna invertire la rotta fuori casa, dove avete lasciato punti pesanti. A partire da Rieti, dove troverete una squadra rigenerata.
"È vero, bisogna cambiare pelle in trasferta, però la convinzione non c’è mai mancata. Il fatto è che si gioca spesso in campi disastrati e gli avversari contro di noi mettono sempre l’anima. E anche contro i laziali sarà una partita tosta".
Che cosa teme di questo Rieti?
"Bisogna fare molto attenzione ai calci piazzati, in questo Capuano è un maestro. All’andata ho visto una squadra molto confusionaria, una compagine multietnica che faceva fatica a comunicare. Ora hanno cambiato tanto, facendo buoni acquisiti a gennaio; sono competitivi, molto più quadrati e compatti. Il portiere Marcone era nostro, in estate lo abbiamo ceduto al Cuneo e ha fatto bene. Maistro è un buon giocatore ed è cresciuto tantissimo".
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