Interrogazione parlamentare al ministro Costa su Terminillo stazione montana

Mercoledì 13 Gennaio 2021

RIETI - Le senatrici Paola Nugnes e Elena Fattori del Gruppo Misto, dalla presidente del gruppo Loredana De Petris e dalla senatrice Virginia La Mura (M5s) hanno interpellato interrogato il ministro dell'Ambiente e della Tutela del territorio Sergio Costa per chiedergli se è a conoscenza «dell'istruttoria e delle valutazioni tecniche operate dalla Regione Lazio e se non ritenga per quanto di propria competenza verificare il pieno rispetto delle norme di conservazione relative alle Zone speciali di conservazione e delle Zone di protezione speciale della rete Natura 2000, i cui habitat e specie faunistiche risulterebbero minacciati per effetto delle numerose e rilevanti opere per la ristrutturazione e l'ampliamento degli impianti sciistici nel comprensorio sciistico del Monte Terminillo».

«Il progetto di riqualificazione e ampliamento del complesso sciistico -si legge nella nota- sul quale la Regione Lazio sta terminando la procedura di Valutazione d'impatto ambientale - spiega Paola Nugnes - comporterebbe il taglio di 17 ettari di faggete secolari, compromettendo la conservazione di diverse specie faunistiche protette. Sono migliaia i cittadini che hanno sottoscritto una petizione per scongiurare il via libera definitivo al progetto da parte della Regione Lazio».

«È incomprensibile - dice ancora la Nugnes - come si possano ancora investire risorse pubbliche in un progetto più volte bocciato e che non fa i conti con gli effetti dei cambiamenti climatici in atto. Basti pensare che nella stagione invernale 2019-2020 non si sia registrato un solo giorno in cui le precipitazioni nevose abbiano garantito sufficiente neve per sciare. Abbiamo bisogno di rilanciare ed innovare un modello di turismo sostenibile, a vantaggio delle comunità locali, dei turisti e soprattutto delle nostre amate e fragili montagne, che devono essere tutelate come beni del paesaggio. Per questo abbiamo chiesto al Ministro - conclude Nugnes - che venga anche garantito il rigoroso rispetto delle norme di tutela sui beni e le aree sottoposte a vincolo paesistico, anche alla luce del quadro giuridico che si è determinato nel Lazio per effetto dell'annullamento del Piano paesaggistico regionale da parte della Corte Costituzionale».

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