Rieti Sport Festival, chiusura dalle mille emozioni con l'omaggio a Paolo Rossi. Foto

La premiazione di Federica Cappelletti (foto Ufficio stampa Rieti Sport Festival)
di Mattia Esposito
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Domenica 13 Giugno 2021, 22:00 - Ultimo aggiornamento: 22:03

RIETI - Una giornata di chiusura davvero scoppiettante quella della sesta edizione del Rieti Sport Festival, ricchissima di personaggi e appuntamenti.

 

L'apertura, in mattinata, è stata dedicata allo Skiroll, ieri protagonista ad Amatrice, oggi in città con il campionato italiano. Dalle 14 invece via al padel solidale in favore degli Angeli in Moto, con diversi vip che si sono alternati sul campo a scopo benefico. Davide Bonora, Paolo Di Canio, Jasim Bascir, Davide Rossi, Marco Orsi si sono sfidati all'Asso Sporting Club, la cornice per questa ultima giornata. Il ricavato del padel benefico è stato proprio devoluto agli "Angeli il Moto", ricevuti sul palco.

Dopo il padel solidale i riflettori infatti si sono spostati sui "premiati" di questa ultima giornata. Ad aprire il ciclo proprio l'assegno in favore degli Angeli in Moto, presenti con una nutrita rappresentanza, consegnato dal patron dell'evento Sergio Battisti. 

Prima degli ospiti sportivi sul palco la "regina del bon ton" Roselyne Mirialachi, che ha presentato il libro "Pianeta Padel" scritto da sua figlia, Silvia Pozzi. 

Il primo grande ospite è stato invece Davide Re, primatista italiano dei 400 metri: «Fin da piccolo sognavo di poter disputare una olimpiade - ha detto - anche se in realtà per anni ho vissuto nel dubbio se avessi disputato quelle invernali. Ho iniziato sciando, fino all'età di 16 anni, poi c'è stato un periodo di transizione , poi mi sono dedicato completamente all'atletica, dove ho capito di poter ottenere ottimi risultati». Sul palco per la premiazione anche il sindaco Antonio Cicchetti, che ha sottolineato l'importanza della predisposizione al sacrificio per le nuove generazioni. 

Dal primato italiano dei 400 metri a quello del salto con l'asta, visto che sul palco è stato poi il turno di Roberta Bruni: «Sono arrivata finalmente a conquistare il pass olimpico grazie al record italiano - ha raccontato - il mio percorso è stato frutto di tante vittorie e sconfitte. Ci sono stati momenti difficili, avevo perso autostima, ma dopo tanti anni mi sono ritrovata. Ci sono riuscita grazie al mio staff, che ha lavorato tantissimo sull'aspetto mentale: il grande obiettivo era riuscire a strappare il pass olimpico e ci sono riuscita». Sul palco anche una rappresentanza della Studentesca Milardi, che ha visto tra gli altri presenti anche Maria Chiara Milardi ed il presidente Giuliano Casciani. 

Dall'atletica si è invece passati al nuoto, visto che a ricevere il premio Rieti Sport Festival è stato Marco Orsi, nuotatore velocista: «A 16-17 anni ho capito che il nuoto era la mia vita, a 18 anni sono entrato nella Polizia di Stato, fino ad ora è stata una bellissima carriera. Anche io ho attraversato momenti difficili, ma per me il nuoto è una grande passione. Lo sport mi ha cambiato come persona, con la consapevolezza di avere sempre l'appoggio della mia famiglia, ed ogni brutto momento attraversato in carriera mi ha dato la voglia di rialzarmi e tornare». 

Un susseguirsi di ospiti e di emozioni in questa ultima giornata, che ha visto anche la partecipazione della delegata provinciale del Coni Emanuela Perilli, e la preside del Liceo Scientifico Carlo Jucci di Rieti Stefania Santarelli.

Uno dei momenti indubbiamente più attesi quello relativo al calcio, con Totò Schillaci e Stefano Tacconi, che hanno commentato anche l'avventura agli Europei degli azzurri: «L'Italia mi piace, Mancini ha fatto un ottimo lavoro - ha detto Schillaci - è una squadra che fa ben sperare». Poi il racconto della sua carriera: «Diventare calciatori è il sogno di ogni bambino, ho iniziato a giocare per strada, e li ho capito che il calcio è la mia grande passione. Tacconi per me è un fratello, quando sono arrivato a Torino, alla Juventus, mi sono appoggiato molto a lui».

Anche Tacconi ha dato un parere sull'Italia: «Si vede che è un bel gruppo, una squadra contornata da persone che capiscono di calcio anche nello staff, come Roberto Mancini, Gianluca Vialli, Attilio Lombardo e tutti gli altri. Fare il portiere è qualcosa di strano e bello, perché ero io di fronte a tutti, bisogna comandare e dirigere la difesa. Se c'è un nuovo Tacconi? Assolutamente no. Il problema di questa generazione è la poca predisposizione al sacrificio, manca la fame, nel calcio girano troppi soldi. Il momento più brutto della mia carriera è stata la tragedia dell'Heysel: andare a vedere una partita di calcio e tornare in una bara è qualcosa di terrificante: sono passati tanti anni, ma quelle trentanove vittime meritano di essere ricordate». 

Era atteso in città per il padel solidale ma è comunque arrivato sul palco del Rieti Sport Festival anche Pierluigi Pardo, che insieme a Stefano Meloccaro ha accolto Federica Cappelletti, moglie di Paolo Rossi: «Paolo era amato da tutti - ha detto la Cappelletti -, l'idea dell'autobiografia è nata perché un giorno lui mi ha detto che il rumore della pioggia gli ricordava quello dei tacchetti quando dal tunnel si arriva al campo. Li gli gli ho detto di metterci il cuore e di raccontarmi la sua vita sportiva e lo ha fatto».

Un omaggio a Paolo Rossi è arrivato anche da Pardo e Meloccaro, che si sono esibiti anche in un duetto sulle note di Francesco De Gregori. 

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