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Rieti, "No" al sottopasso" in viale Maraini:
sui social i reatini bocciano la raccolta-firme

Viale Maraini (Foto Fabi/Meloccaro)
di Marco Ferroni
3 Minuti di Lettura
Sabato 22 Giugno 2019, 12:55 - Ultimo aggiornamento: 14:34

RIETI - Fa già discutere la raccolta firme intrapresa da alcuni commercianti di viale Maraini per dire “no al sottopasso” che bypasserebbe il passaggio a livello che da sempre, ogni qualvolta un treno proveniente da Terni o da L'Aquila passa in centro città, sistematicamente la divide in due.
Così come in due si è divisa l'opinione pubblica che da questa mattina, sui social, ha scatenato un vero e proprio tourbillon di pareri, di proposte, di riflessioni, tutte tendenti a “bocciare” la raccolta-firme in favore di un intervento che snellirebbe – e di molto – la viabilità cittadina nelle ore di punta, in una delle arterie principali di Rieti.
“Ma veramente? - si domanda Letizia Rosati, delegata alle Politiche scolastiche e all'università. - Al netto del fatto che è un tema che va approfondito, perché questa città dice sempre no ad ogni cambiamento? Innovazione!”. Sulla stessa lunghezza d'onda Elisabetta Occhiodoro, presidente del Comitato Gemellaggi del Comune di Rieti che rispondendo ad un post mattutino si pone la domanda: “Ma poi, perché?”. Non riuscendo a comprenderne le motivazioni fino in fondo.
Amministratori di città, ma anche semplici cittadini, tutti predisposti al cambiamento, tutti “affascinati” dall'idea di “rompere” una sorta di muro – o barriera – dopo decenni di sopportazione. “Siamo cittadini da Terzo mondo, vergogna” scrive Fabrizio Marinelli. “Questa città andrà sempre peggio finché non cambieremo mentalità” aggiunge Loriana Marciani, mentre Natascia Capoccia definisce “una chimera” l'evoluzione che questa città potrebbe intraprendere per cambiare passo. Qualcuno, nel caso specifico Emanuele Zanin, va oltre e propone di “togliere direttamente la ferrovia dal centro città” altro tema sul quale si dibatte praticamente da sempre. E Giuseppe Ricciardi argomenta la proposta sottolineando come “la ferrovia oggi è lì perché quello era il margine della città quando fu progettata” avallandone lo spostamento, ponendosi però il dubbio sul fatto che “probabilmente costa più che fare un sottopasso”.
Duro e crudo il commento di Roberto Aguzzi, che focalizza il problema sulla “mentalità dei reatini” che viene “da secoli di isolamento: siamo rimasti nell'immobilismo”. C'è anche chi, come Eleonora De Santis, sostiene che “il sottopasso in quella zona potrebbe creare problemi alle fondamenta delle case, come è accaduto in diverse città” ma è chiaro che prima di mettere il atto il progetto, andrà valutata la fattibilità in tutte le sue sfaccettature.
Tolti i commercianti della zona (“che raccolgono firme per dire no al sottopasso, ma poi non dicono niente delle auto in doppia fila in una certa zona del viale...” aggiunge l'ex consigliere comunale Emanuele Donati sulla sua bacheca) e i duecento reatini che finora hanno apposto la loro firma sulla petizione per il “no”, dal rilevamento social si evince che la città pare quanto mai propensa ad accettare questa soluzione, peraltro ancora in via di valutazione. E questo è già un (sotto) passo in avanti!

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