Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Rieti, graduatorie provinciali: docenti critici sui criteri

Nomine
di Samuele Annibaldi
3 Minuti di Lettura
Lunedì 21 Settembre 2020, 00:07
RIETI - I precari sempre più precari. È l’amaro sfogo di alcuni insegnanti che arriva nei giorni caldi delle nomine dei supplenti e si riferisce alle graduatorie provinciali, le Gps, oggetto di critica anche dai sindacati. Il casus belli è sollevato dagli insegnanti che si chiedono se il concorso straordinario del 2018 sia ancora valido per il ruolo. «Di più - spiegano alcuni di loro - le nuove Gps trascinano in coda docenti con anni di insegnamento e formazione attiva. E se da un lato il ministro Azzolina annuncia assunzioni, dall’altro si assiste al rischio di veder depennati docenti dalle graduatorie. I neoammessi in ruolo con decreto ministeriale, ante 2020/2021, hanno trovato anche la sorpresa sul contratto, corredato da una clausola risolutiva qualora si decidesse di licenziare il docente durante l’anno di prova. Di conseguenza in molti hanno rinunciato al ruolo per non sparire dalle diverse graduatorie. Tornando alle Gps, le nuove graduatorie provinciali e di istituto, convertite in un unico modello di domanda compilata i primi di agosto, vedono docenti che insegnano da oltre 10 anni e che si sono ritrovati scavalcati da neolaureati senza un solo giorno di servizio. Questo perché i titoli di servizio non sono equiparati a titoli di studio. Così facendo un docente che magari fino allo scorso anno era tra i primi 50-100 posti, nella graduatoria d’istituto, oggi rischia di ritrovarsi oltre il tremillesimo posto. La conseguenza è stata quella che in molti, per paura di ritrovarsi fuori dalle graduatorie, hanno rinunciato. Questo - conclude il gruppo di precari - per dire che la realtà è ben altra da quella prospettata. La scuola è organo vivo della società e mossa da una comunità educante all’altezza, i docenti ci sono e ben formati, competenti: basterebbe assumere i precari storici e tanti problemi si risolverebbero».

Lo scenario
Con il segretario provinciale dello Snals, Luciano Isceri, è stato fatto il punto sulla prima settimana dedicata alle nomine annuali del personale docente. «Sono stati assegnati il 30 per cento dei posti di sostegno - spiega Isceri - rimangono ancora vacanti, tra infanzia, primaria, medie e superiori, quasi 100 cattedre. E le graduatorie sono già esaurite. Nella settimana al via da oggi, oltre al conferimento di nomine sul sostegno a docenti non specializzati, si inizierà con i posti di scuola comune. Di fatto, oltre agli spazi, alle dotazioni di prevenzione di cui si parla, il vero nodo sembra essere quello del personale. Lo Snals, che da mesi aveva previsto quanto sta accadendo, e che, insieme agli altri sindacati, si è battuto contro la ostinata propaganda del ministro in carica, annuncia per sabato 26 settembre una manifestazione a Roma per una ripartenza in sicurezza e per l’attuazione di politiche scolastiche serie».
© RIPRODUZIONE RISERVATA