Rieti, Silvia Cipriani: caccia a polizza e testamento

Cerchiara
di Emanuele Faraone
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Martedì 25 Ottobre 2022, 00:10

RIETI - La fine ancora non c’è, ma la soluzione del giallo sul “caso Cipriani” potrebbe essere sempre più vicina e si sta componendo a piccoli tasselli, giorno dopo giorno, sopralluogo dopo sopralluogo. Oltre 20 ore di ricognizione alla ricerca della verità nella tenuta di Cerchiara, nei giorni scorsi, non sono stati sufficienti. Ieri mattina gli inquirenti sono tornati nella casa di Rieti in via delle Orchidee e, nel pomeriggio, ancora una volta nella tenuta di Cerchiara. Con loro anche i legali del nipote Valerio, Domenico Orsini e Luca Conti. Segnali, tracce, presenze, è caccia a qualsiasi elemento utile per dare una svolta all’inchiesta. Ieri niente rilievi ed esami: il personale della polizia di Stato ha proceduto al sequestro di materiale cartaceo e documentale alla ricerca di un testamento, una polizza assicurativa o libretti postali anche per capire chi e quanti fossero gli eventuali beneficiari. 
«Si stanno portando a termine gli accertamenti rispetto a documenti e oggetti - ha spiegato l’avvocato del foro di Rieti, Domenico Orsini - che possano essere di interesse per le indagini in corso in tutte le direzioni». Ha poi precisato l’avvocato Luca Conti: «E’ un’attività diversa da quella espletata dalla polizia scientifica, ora (ieri mattina ndr) sta operando il personale della Questura di Rieti per il repertamento di documenti, in particolare la polizza infortuni». Sopralluoghi condotti dalla Mobile sull’asse Rieti-Cerchiara per acquisire materiale e, probabilmente, ottenere riscontri e fare luce su beni, proprietà e averi in possesso dell’anziana, in considerazione del fatto che gli inquirenti indagano ipotizzando il reato di omicidio volontario scaturito da un movente economico. Per questo ieri gli inquirenti sono tornati nelle due abitazioni: per cercare un movente a sostegno dell’ipotesi omicidiaria. E intanto, ai microfoni di “La vita in diretta” ha parlato un vicino di casa della Cipriani che giovedì 21 luglio, verso le ore 14, ha avuto un brevissimo colloquio con la donna come sempre accadeva ma, quel giorno, non sarebbe stata la Silvia di sempre: «Quel giorno era frastornata, stralunata, molto agitata. Ci ha lasciato una bustina con delle uova e dei fagiolini poi è andata via di fretta dicendo che aveva da fare e che aveva un appuntamento». L’appuntamento probabilmente cui faceva riferimento la 77enne era quello presso il Centro medico specialistico a Rieti che le era stato anticipato di alcune ore ma il suo stato d’animo sarebbe apparso eccessivamente inquieto per una donna che avrebbe avuto solo un po’ fretta. 

Fu inoltre proprio il vicino ad accompagnare il nipote Valerio Cipriani, impaurito e piangente, all’interno dell’appartamento nella giornata di sabato 23 luglio: «Valerio aveva paura di trovare sua zia vittima di un malore - prosegue il vicino - era agitatissimo, impaurito e disperato perché diceva di non riuscire più a trovarla». Ora la speranza degli inquirenti è che le oltre 20 ore di sopralluoghi a Cerchiara, divisi tra la casa ristrutturata del nipote Valerio Cipriani e quella dismessa dove aveva deciso di vivere Silvia, possano raccontare qualcosa di quanto accaduto. Il rischio è che il sequestro molto tardivo dei luoghi, avvenuto il 5 ottobre, possa avere inquinato l’ambiente. 
Forse, lo stesso nipote, unico indagato dalla Procura di Rieti con l’ipotesi di reato di omicidio colposo – aveva inconsciamente intuito qualcosa. Il garage, il granaio e il cancello lasciati aperti, cosa che la zia, abitudinaria e metodica non faceva mai, ma soprattutto il pollaio rimasto spalancato con le galline fuggite via lo avevano molto insospettito, tanto da portarlo a fare una serie di brevi video con il proprio telefono cellulare, forse per voler raccogliere una testimonianza indelebile nella consapevolezza che tutte quelle circostanze erano davvero troppo strane e singolari.

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