Rieti, il caso di Roberta Tomic
su Rai 1: «Cerco mio fratello
che non ho mai conosciuto»

Mercoledì 27 Maggio 2020 di Samuele Annibaldi
RIETI - Anche Rai 1 si occuperà oggi pomeriggio della vicenda di Roberta Tomic della quale Il Messaggero ha raccontato il 20 maggio scorso, con l’appello della signora, da sei anni alla ricerca del fratello nato a Castelnuovo di Farfa, e che non ha mai conosciuto.

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La signora Tomic sarà ospite della trasmissione La Vita in diretta (Rai 1 dalle 16.50) e insieme alla conduttrice Lorella Cuccarini cercherà, in una lunga intervista, di ricostruire la vicenda dalle sue origini con la speranza che, rinnovando l’appello, possa risalire al fratello.  

La storia

Da sei anni Roberta Tomic che oggi vive a Roma, ha saputo di un fratello che, dalle ricerche effettuate, sarebbe nato a Castelnuovo di Farfa il 28 o il 29 febbraio del 1968. La notizia l’avrebbe ricevuta da un altro fratello che, come lei fu adottato e oggi vive in America. Di questo fratello di cui non ha notizie ma solo una foto (quella che pubblichiamo su concessione della stessa signora Tomic) di quando Stefano, così si dovrebbe chiamare, aveva pochi mesi. Anche la foto gli è stata fatta pervenire dal fratello che vive oltreoceano.

Quella di Roberta Tomic e dei fratelli è probabilmente una delle storie legate al campo profughi di Castelnuovo che negli anni dopo la guerra, divenne un campo di transito, con la gente che arrivava (specie dalla ex Jugoslavia per sfuggire al regime di Tito) e veniva ospitata. Il tempo di organizzarsi e trovare un lavoro, soprattutto all’estero e ripartiva per le Americhe, il Canada, l’Australia. Qualcuno, si è anche fermato ed è riuscito a lavorare in loco e sposarsi. Molti bambini sono stati adottati.


Gli appelli

La signora Tomic via social sta lanciando appelli e cerca di diffondere la notizia tanto è il desiderio di poterlo conoscere, e magari abbracciare. «Sono alla ricerca da anni di mio fratello ancora mai conosciuto -   come sorella desidero fargli sapere che esisto, lo penso e vorrei sapere qualcosa di lui. Non mi arrendo ad un destino che ci ha separati quando io non avevo ancora tre anni e lui sei mesi e mi auguro che il mio messaggio d’amore riesca in qualche modo ad arrivargli».
 
L’appello con il quale Roberta Tomic ha iniziato la ricerca partendo dalla Sabina recitava testualmente
«Mi chiamo Roberta Tomic e cerco mio fratello. Forse sei stato adottato come me che vivo a Roma o forse no e sei solo al mondo. Avevamo io quasi 3 anni e tu 6 mesi quando ci lasciarono. Io sono stata adottata a Roma mentre tu sei stato dato agli assistenti sociali. Ho saputo da 6 anni a questa parte che esisti anche tu. Sei nato in Italia a Castelnuovo di Farfa in provincia di Rieti e da quello che so il 28/29 febbraio del 1968. Ti chiami Stefano Tomic confermato dall'anagrafe dove sono stata (Istvan Laszlo nella lingua di chi ti ha messo al mondo), il cognome del nostro presunto padre era Tomic o Marginean quello di nostra madre, oppure ti avranno cambiato nome gli assistenti al quale sei stato affidato. Ho trovato altri fratelli in questi anni che purtroppo sono lontani all'estero e spero di trovare anche te. Vorremmo solo sapere se stai bene. Non vogliamo sconvolgere la tua vita, ma solo farti sapere che hai dei fratelli che ti pensano, anche se in realtà loro si sono fatti una vita e una ragione che è inutile cercarti perché sarebbe difficilissimo. Mentre io voglio e continuerò a farlo. Se ti fa piacere contattami anche in privato, ti cerco da quando so che esisti. Vorrei solo sapere se stai bene ed abbracciati niente altro. Grazie a chi vorrà aiutarmi a condividere questa ricerca o ha notizie. Sperando di non dover smettere di cercarti». © RIPRODUZIONE RISERVATA