Rieti, colpo Real: in campo con una replica delle maglie con cui la Sebastiani vinse la Korac. Pietropaoli: «Nel vederle ho i brividi». Foto

Sabato 17 Ottobre 2020 di Emanuele Laurenzi
La presentazione del maglie (foto Meloccaro)

RIETI - Un salto indietro di 40 anni. E all’improvviso spuntano icone e colori che fanno scoppiare in testa ricordi pazzeschi. Ricordi di gioie immense, di cori al cielo, di notti infinite di “coppe e di campioni” per dirla alla Venditti. Un salto indietro di 40 anni e sul parquet arrivano ragazzi di oggi vestiti come quelli di ieri.

 

Il colpo Real arriva nel giorno della presentazione delle maglie ufficiali ed è davvero un colpo a sensazione. Lo speaker chiama i giocatori in campo e dalla porta sbucano 15 atleti vestiti con le maglie della stagione 1979/80 della Sebastiani. Quelle della vittoria della Coppa Korac contro il Cibona.

Una copia perfetta, quasi difficile da distinguere rispetto all’originale, non fosse per la mancanza del marchio Arrigoni, sponsor che campeggiava su quelle dell’epoca e che oggi, evidentemente, non può tornare sulle canotte. Replica perfetta, si diceva, a partire dalla disposizione delle stelle sul lato sinistro del busto e dellasfera sul lato destro. Perfette anche nei colori: biancorosso quello della prima maglia, giallorosso quello della seconda da trasferta, proprio com’era all’epoca, q8uando spesso i colori sociali lasciavano spazio a quelli dei marchi commerciali che facevano da sponsor e davano il nome alle squadre.

Un’operazione amarcord di quelle calmorose, come si sono viste pochissime volte a queste latitudini. Un impatto forse secondo solo a quello dell’arrivo di Willie Sojourner quella sera del 25 settembre di 15 anni fa, quando lo Zio sbarcò al palazzetto voluto da Gaetano Papalia.

Lacrime ed emozioni

«Di emozioni ne ho provate tante, ma ho davvero i brividi. Quelle maglie le hanno indossate grandi giocatori e questi atleti lo debbono sapere. E’ un omaggio alla famiglia Sebastani, è un omaggio al vero basket di Rieti»: lo urla al cielo il patron Roberto Pietropaoli, chiudendo l’ingresso in campo dei suoi ragazzi, che rimangono schierati al centro del parquet con le canotte alternate. Il patron spiega anche che quelle maglie saranno appese sul campo di allenamento, perché «voglio che ogni giocatore che gioca con noi, sappia chi le ha indossate. Sappia che sono state le maglie di grandi campioni come Brunamonti, Sojourner, Meely». Lo dice commuovendosi nel ricordo di Italo Di Fazi, Renato Milardi e di Attilio Pasquetti, tutte persone alle quali dedica un pensiero così come lo dedica anche alla famiglia Sebastiani.

Mezz’ora in tutto, che ha un impatto fortissimo anche sulla tifoseria reatina: sui social i commenti piovono già in diretta e, da una prima analisi, ci sono già favorevoli e contrari. Normale. Scontato. Del resto è la storia d’Italia che è fatta di divisioni e campanilismi. Quella di Rieti eleva alla massima potenza il concetto e, nell’immaginario collettivo, in quanto a fazione la Sabina forse è seconda solo a guelfi e ghibellini. Una cosa è certa: la presentazione delle maglie è stata da chock per tutti i presenti e per quanti stanno vedendo le nuove divise in queste ore.

La nuova casa

Il tutto in una mattinata che ha visto anche la nascita ufficiale di una nuova realtà di aggregazione sportiva. «In questo posto non ci sarà nessuna attività che non sarà il basket». Roberto Pietropaoli va giù secco e diretto, senza lasciar spazio a interpretazioni o a dubbi, mezz’ora prima che le nuove maglie catturino tutta l’attenzione. Lo dice presentando Casa Real, il nuovissimo impianto nato a Mulino della Salce nel complesso sportivo intitolato a Marco Gudini. Parquet tirato a lucido e tinte amarantoceleste ovunque, con iol logo Real Sebastiani dominante nel cerchio di centrocampo. E’ questo l’ambiente che accoglie i reatini (pochi, causa Covid e conseguenti restrizioni) che entrano nell’impianto mentre alle spalle della tensostruttura, sul sintetico del Gudini, il Rieti calcio sta completando la preparazione in vista della gara di domani.

La palla che attrae tutti, però, è quella a spicchi e l’attenzione è solo per il gruppo Real, con Pietropaoli che ci tiene ad illustrare i dettagli di ciò che è riuscito a costruire in pochi mesi: un campo con un parquet di altissimo livello che ha sostituito il vecchio fondo “gommato”, voluto per garantire al massimo l’incolumità degli atleti. Il tutto per un campo con misure regolari e spogliatoi esterni costruiti con moduli che verranno integrati a breve di una nuova unità. «Questa sarà la nostra casa in tutto e per tutto – dice il patron – i ragazzi vivranno qui per gli allenamenti e per le sedute tecniche. Abbiamo inserito qui anche una piccola palestra e qui inizieranno e finiranno anche le nostre trasferte».

E' festa in casa Real, alla vigilia dell'impegno di Coppa di stasera, nonostante resti ancora aperta la partita PalaSojourner. Pietropaoli non ne parla, fa solo un cenno ma guarda oltre. Oggi è giornata di festa e basta per la sua Real Sebastiani. 


 

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