Rieti, Riserva dei laghi:
il carpfishing notturno può ripartire

Laghi Lungo e Ripasottile
di Monia Angelucci
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Giovedì 28 Luglio 2016, 20:03

RIETI - Dopo un stop forzato, durato mesi, la Riserva naturale dei laghi Lungo e Ripasottile, forte della sentenza del Tar e della successiva autorizzazione della Regione, ha ridato il via al carpfishing notturno nel proprio perimetro, riaprendo così le porte ai tanti appassionati della pesca «no-kill o catch & release» (cattura e rilascio).

IL PERCORSO
A tenere lontane le lenze al calar del sole era stato, a dicembre scorso, il provvedimento con cui l'Amministrazione provinciale negava alla Riserva l'autorizzazione per il 2016 alla pesca notturna nei propri laghi. Contro quel divieto, il commissario straordinario, Guido Zappavigna, aveva presentato richiesta di sospensiva al Tar, lamentando - spiegava a Il Messaggero, «non solo un danno economico e di immagine, ma soprattutto ambientale», tenuto conto che l'avvio della pesca sportiva «catch & release» (come il carpfishing) aveva messo freno ai pescatori di frodo. «Forti della sentenza del Tar che ha accolto le nostre istanze, annullando il divieto della Provincia - spiega Zappavigna - ridiamo dunque il via, dietro autorizzazione della Regione, alla pesca notturna nella Riserva. Attività sulla quale abbiamo puntato anni fa, convinti che fosse una delle risorse da valorizzare, al fine di rendere le Riserve realtà autosufficienti, nonché un valido strumento di tutela ambientale». E in effetti quel progetto, che portò a realizzare 5 aree adibite a postazione di pesca sportiva (2 sul lago Ripasottile e 3 su quello Lungo), fece raggiungere il duplice obiettivo di rendere la pesca risorsa e mezzo di contrasto alla pesca illegale. «L'apertura della pesca nella Riserva con presenza h24 di pescatori - sottolinea Zappavigna - ha riportato autocontrollo e legalità sui nostri laghi i quali, nonostante la preziosa attività dei guardiaparco, di notte erano alla mercé di malintenzionati e pescatori di frodo». Dopo i risultati positivi ottenuti con l'avvio della pesca «catch & release», confermati dalle tante prenotazioni registrate da tutta Europa e dal seguito del progetto in altre aree protette, la Riserva punta ora a rivalutare il tratto «no-kill», inaugurato nel 1992, del Canale Santa Susanna, fiume che nasce nei pressi di Rivodutri e scorre per diversi chilometri nell'area protetta. «L'idea - osserva Zappavigna - è di valorizzare quel tratto, tutelato da specifici regolamenti, aumentandone l'estensione, così da ridare nuova linfa a questo tipo di pesca richiamando presenze in loco. L'intenzione è prolungare i tratti prevedendo la pesca a mosca da Ponte Crispolti fino a località Coaruto, passando per la Sr79 e dalla Sr79 fino a località Casette di Rivodutri». Progetto che consentirebbe di riportare agli antichi splendori quel tratto no-kill, apprezzato in tutto il centro Italia, con un ritorno ambientale, turistico e economico per il territorio.

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