Nuove scuole a Rieti, la maggioranza in Consiglio comunale approva la delibera. L'oppozione la contesta

Nuove scuole a Rieti, la maggioranza in Consiglio comunale approva la delibera. L'oppozione la contesta
3 Minuti di Lettura
Giovedì 5 Agosto 2021, 16:09 - Ultimo aggiornamento: 16:25

RIETI - Su proposta dell’Assessore all’Urbanistica ed ai Lavori Pubblici, Antonio Emili, nella seduta odierna il Consiglio comunale di Rieti ha approvato a maggioranza la Delibera con la quale l’Amministrazione Cicchetti ha ribadito la volontà di rimodulare i finanziamenti previsti per l’adeguamento sismico delle scuole “Sacchetti – Sassetti” e “Sisti – Minervini”, nel senso teso ad investire i relativi fondi nella costruzione di due nuovi edifici scolastici.

Nel corso della seduta è intervenuto il Commissario alla Ricostruzione post–sisma Giovanni Legnini che ha ribadito la disponibilità dell’organo commissariale ad accogliere la richiesta avanzata dall’Amministrazione comunale.

«La proposta elaborata dall’Amministrazione mira a realizzare la nuova “Sacchetti Sassetti” nel comprensorio delle “Porrara”, in linea con le previsioni contenute nel Piano quadro approvato a primavera per delineare il futuro assetto di tale ambito urbano – spiega l’assessore Antonio Emili - L’edificio destinato a sostituire la sede della “Minervini”, invece, nel disegno elaborato dall’Amministrazione sorgerà nel perimetro delle aree esterne al centro commerciale “Perseo”, in maniera tale da poter adibire ad uffici giudiziari il vecchio fabbricato. Quanto ai presupposti oggettivi cui è legata la rimodulazione invocata dall’Amministrazione, anche secondo l’orientamento espresso dal Commissario Legnini, la costruzione della nuova sede della “Sacchetti Sassetti” è scelta suffragata dal parere negativo che la Soprintendenza del Lazio ha opposto all’approvazione del progetto di adeguamento sismico dell’antico edificio che la ospitava. Nel caso della “Minervini”, invece, la costruzione della nuova scuola nelle adiacenze del “Perseo” abbina ad un risultato maggiore in termini di sicurezza, l’occasione storica di riqualificare un’area in degrado, di sistemare l’asse viario di viale Matteucci e di risolvere l’annoso problema legato alla carenza di spazi di cui soffre da tempo il Tribunale di Rieti. Una proposta, quest’ultima, sulla quale la volontà espressa dalla maggioranza consiliare si sposa all’adesione manifestata dal presidente del Tribunale di Rieti, dal Procuratore della Repubblica di Rieti, dal Consiglio d’Istituto della Sisti – Minervini e dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Rieti. Anche sulla scorta dell’orientamento espresso in Consiglio comunale dal Commissario Legnini, dunque, l’Amministrazione comunale confida nella possibilità di ottenere a breve la facoltà di investire i fondi stanziati per il consolidamento dei vecchi edifici nella realizzazione di due nuove scuole. Scelta, questa, con la quale il Comune di Rieti intende fare della Ricostruzione post–sisma l’occasione storica di mettere in sicurezza le nostre scuole, nell’ambito di una più generale opera volta a pianificare il futuro ed a rinnovare il tessuto del nostro territorio urbano».4

La nota dei gruppi di opposizione

La Delibera approvata, in consiglio comunale, dalla maggioranza mette in crisi l'opportunità di rimodulare i fondi post-sisma stanziati per le scuole. La rimodulazione ha come obiettivo semplificare e velocizzare l'iter di costruzione di nuove scuole mentre la Delibera complica l'intero percorso rimandando sine die la realizzazione dei nuovi edifici.


Alla città serve un piano sulle scuole che sia complessivo e realizzabile in tempi ragionevoli.
Se si vogliono davvero fare nuove scuole, moderne, efficienti e antisismiche, si utilizzino aree pubbliche o si faccia l'esproprio di aree adeguate, come nelle priorità sottolineate dal commissario alla ricostruzione, l’onorevole Legnini, nello stesso consiglio comunale, in modo da accelerare la ricostruzione!


Questa Delibera produrrà un nulla di fatto, come quella sulla fantomatica scuola di Campoloniano donata da una grottesca Fondazione privata che la maggioranza ancora aspetta come in un libro di Beckett!

© RIPRODUZIONE RISERVATA