Rieti, l'esterno Matteo Colantoni
tra gol e assist e quella rete
nel recupero che vale doppio

Giovedì 12 Luglio 2018 di Andrea Giannini
Matteo Colantoni
RIETI - Matteo Colantoni, 20 anni e già un passato da raccontare tra gol e assist. Un ragazzo molto umile che cerca sempre di dare il massimo per ogni maglia che indossa. Nella sua ultima stagione ha militato nella Rufinese (11 gol realizzati dall'esterno) guidata da Gabriele Inches - retrocessa in Terza categoria dopo il playout con l'Atletico Sabina, anche se ha ottime chances di ripescaggio - è la stessa squadra che lo ha portato nel calcio dei senior.

Dove e come è iniziata la sua carriera calcistica?
«Ho iniziato nella Rufinese, avevo solo 15 anni e l’obiettivo era quello di fare ciò che mi piace a due passi da casa. L’anno successivo sono andato andato nel Rieti ma solo tra le fila della juniores prima regioanle e poi nazionale. Sono stato due stagioni in amarantoceleste prima di approdare a Cantalice a 18 anni. Ho trascorso un anno in Promozione per poi tornare nei campi dove sono cresciuto in Seconda categoria.”

Quali sono le esperienze che ricorda con piacere e le soddisfazioni più importanti?
«Proprio a Cantalice perché grazie a mister Lorenzo Pezzotti ho esordito in Promozione. Nonostante fosse il primo anno in quella categoria penso di aver dimostrato tanto segnando anche 7 gol. Siamo arrivati terzi, una soddisfazione enorme».

L’allenatore più importante che ha avuto?
«Credo sia proprio Lorenzo Pezzotti, non solo perché ha creduto in me facendomi esordire in Promozione ma anche perché è una persona fantastica oltre che un ottimo allenatore».

I giocatori più forti con cui ha giocato?
«L’anno a Cantalice ho conosciuto molti giocatori di gran lunga superiori a me, per esperienza, livello tecnico e tattico. Sicuramente i più forti erano e sono Alessandro Beccarini, Emanuele Cianetti e Stefano Panitti».

Ci può elencare i suoi punti forti? E quelli deboli?
«I miei punti forti sono la rapidità, la velocità e forse un po’ di tecnica (senza esagerare). Se da una parte il fisico gioca a mio favore dall’altra credo sia un punto debole e nel calcio di oggi è un aspetto a dir poco importante».

Dove le piacere giocare?
«Ho sempre giocato mezzala o esterno con qualunque società e allenatore. È un ruolo in cui mi trovo bene e che mi fa segnare molto»

Il gol più bello con il Cantalice?
«Giocavamo contro il Casal Barriera e ho segnato nei minuti di recupero quando eravamo ancora sullo zero a zero. A 18 anni segnare un gol che porta alla vittoria, in una categoria come la Promozione mi ha reso molto felice».

In futuro?
«Non ho ancora nulla di certo. Non credo di restare alla Rufinese. Ho sentito Cantalice e il nuovo progetto Babadook che mi intriga molto ma per ora non lo so». © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Mattia 15 anni e un sogno Diventare arbitro di calcio

di Mimmo Ferretti