Rieti, all'abbazia di Concerviano
si torna a parlare latino e greco
Con l'Accademia “Vivarium Novum”

Rieti, all'abbazia di Concerviano si torna a parlare latino e greco Con l'Accademia “Vivarium Novum”
di Giacomo Cavoli
3 Minuti di Lettura
Sabato 16 Aprile 2016, 16:25

CONCERVIANO - Da Concerviano a Rieti, si torna a parlare latino. La lingua di Varrone, a dispetto del dibattito sul crollo della sua funzione nell'insegnamento scolastico, nasconde il potenziale per trasformare il piccolo comune del Cicolano e il capoluogo sabino nel crocevia internazionale di chi la lingua ufficiale dell'Impero Romano non soltanto la studia, ma la parla con la fluidità di un idioma corrente.

L'ACCADEMIA "VIVARIUM NOVUM"
La proposta è quella dell'offerta formativa dell'Accademia “Vivarium novum” fondata e diretta dal professor Luigi Miraglia, protagonista nella sua sede principale lungo l'Aurelia, a Roma e, da poco, anche nella Villa Falconieri di Frascati. Latino soprattutto, e greco, parlati nei rapporti quotidiani all'interno dell'Accademia, nelle ore di studio, di sport e riposo, a pranzo e a cena, tra ragazzi di tutte le nazioni del mondo che comunicano nella lingua di Orazio, senza usare una sola parole di inglese o italiano.

Non un percorso curriculare parallelo all'insegnamento statale, ma una grande opportunità di approfondimento delle lingue classiche per studenti e docenti universitari e delle scuole, provenienti da tutto il mondo e in ogni momento dell'anno, anche attraverso la concessione di borse di studio per studenti volenterosi e in condizioni di disagio economico, utilizzando metodologie didattiche di particolare valore formativo. Ragazzi che imparano a padroneggiare il latino e il greco come se fossero le loro lingue, per attingere alle radici della cultura europea studiando direttamente sui classici. Con un'idea di fondo: l'eccesso di grammatica fa male al latino, che va invece imparato come si impara oggi l'inglese, secondo il professor Miraglia. Cioè, parlandolo.

L'ACCADEMIA A RIETI E CONCERVIANO
Da alcuni mesi, nei locali dell'Abbazia di San Salvatore maggiore, a Concerviano - a seguito della proposta del sindaco Pierluigi Buzzi - ha sede una sezione distaccata dell'Accademia: presso l’Aula Magna dell’Istituto Cat - Geometri, venerdì pomeriggio, ha avuto luogo la presentazione del metodo didattico, con Miraglia impegnato, per più di un'ora, in una fluida conversazione in latino insieme ad alcuni alunni dell'Accademia. Ospiti, i tantissimi docenti di scuola media inferiore e superiore degli istituti cittadini e provinciali, pronti a dare battaglia, dopo l'infuocata arringa di Miraglia, nella lotta contro il depauperamento dell'insegnamento delle lingue classiche.

«Se continua così, il liceo classico morirà di morte naturale: è stato lanciato il messaggio che la cultura classica è solo ornamento - spiega Miraglia, accolto dal dirigente dell'ufficio scolastico provinciale, Giovanni Lorenzini, dal vescovo emerito di Rieti, monsignor Lorenzo Chiarinelli e dal sindaco di Concerviano, Buzzi - ma in un'epoca del risorgere dei nazionalismi e di un nuovo alzarsi dei muri fra popoli, è necessario rilanciare una visione umanista della vita».

Per Rieti, l'idea di un'altra sede distaccata dell'Accademia - che porterebbe il nome di Eugenio Garin, nato a Rieti nel 1909 e scomparso nel 2004, reputato fra i massimi studiosi della cultura umanistica - è già concreta: resta ancora però da decidere dove ospitarla. Ma la sede dell'Accademia - dopo anni di brusio istituzionale intorno al legame della città con Varrone e la lingua latina, sbandierato più nelle immagini che nei fatti - sarebbe finalmente reale prosecuzione delle possibilità offerte dal retroterra culturale reatino, ricco di secoli di cultura.

© RIPRODUZIONE RISERVATA