Rieti, Lega e Movimento 5 Stelle:
prove d'intesa a livello locale

Lodovica Rando
di Alessandra Lancia
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Giovedì 7 Giugno 2018, 07:47 - Ultimo aggiornamento: 13:56

RIETI - Prove tecniche di intesa giallo-verde anche a livello locale. Senza clamori sono cominciate le manovre di avvicinamento tra Lega e M5S, in piena sintonia col quadro politico nazionale. «L’orizzonte è quello, e debbo dire che non è stato affatto difficile ritrovarsi sulle questioni locali», dice il consigliere Antonio Boncompagni, fresco di approdo nel gruppo comunale della Lega, dialogante da sempre con l’articolata galassia grillina reatina.

Con la consigliera 5 Stelle Lodovica Rando, l’occasione di fare causa comune c’è già ed è la battaglia sul parcheggio a pagamento dell’ospedale. Probabile una prossima iniziativa condivisa col gruppo della Lega e pazienza se sarà un’altra spina piantata nel fianco della maggioranza di centrodestra, assai silente sulla questione. Contatti ci sono stati anche con l’onorevole Gabriele Lorenzoni, via via più al dentro di dinamiche e problemi cittadini, ma qui il livello dell’intesa chiama in causa l’omologo parlamentare leghista eletto nel collegio, il senatore viterbese Umberto Fusco, commissario provinciale della Lega.

E’ un asse tutto da costruire, ma la linea che viene dai vertici nazionali è che a cascata si riverberi a livello locale. Come possa conciliarsi con gli assetti cittadini e provinciali ancora legati alla contrapposizione centrodestra - centrosinistra è tutto da capire. In Provincia la partita è rimandata all’autunno, quando cominceranno le manovre per il rinnovo del consiglio. In Comune la questione è più pressante, visti i rapporti piuttosto tesi in questi mesi tra il sindaco Cicchetti e il gruppo consiliare guidato da Andrea Sebastiani (foto), al punto da rendere necessario un chiarimento politico. Chiarimento che ci sarebbe stato nei giorni scorsi in un confronto franco, per usare un eufemismo.

Cosa reclamava la Lega? Sulla carta il rispetto del programma e il coinvolgimento nelle scelte amministrative. Di fatto il riconoscimento politico di un partito che un anno fa in città praticamente non c’era e che ora c’è e ha la fila alla porta di transfughi in cerca di un nuovo approdo. Il mondo è cambiato. Persino a Rieti.
 

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