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Nuova amministrazione, il centrosinistra vara la "giunta ombra". Il consigliere Alessio Angelucci spiega l'iniziativa

Alessio Angelucci
di Giacomo Cavoli
3 Minuti di Lettura
Martedì 5 Luglio 2022, 00:10

RIETI - Se già subito dopo la sconfitta del 12 giugno si parlava di ricostruire il centrosinistra cittadino, a quanto pare in atto c’è già almeno un processo di gemmazione. Che è quello innescato dall’unico consigliere eletto dalla lista civica “Si può!” e secondo più votato in assoluto nella coalizione uscita sconfitta dalle urne, l’ex di “Rieti Città Futura” Alessio Angelucci (290 preferenze), con la proposta della “giunta-ombra” da affiancare a quella costituita dal sindaco Daniele Sinibaldi. Angelucci la presenterà domani pomeriggio alle 17 in Comune, come gruppo di lavoro nato dall’aggregazione tra “Centro democratico” e il gruppo consiliare “Patto popolare”. 

L'iniziativa. «E’ un laboratorio politico-amministrativo, un esperimento che si rifà alla tradizione delle grandi democrazie europee, dove non verranno assegnate soltanto le competenze dell’attuale giunta ma anche le deleghe che secondo noi mancano e che cercheremo di recuperare, suddividendo i compiti per aree di competenza», spiega Angelucci. 

Propositivi. L’intenzione, almeno per il momento, non è quella di scavare una trincea fra le fila dell’opposizione: «Negli ultimi cinque anni la minoranza è stata poco presente ma omogenea, perché proveniva in maniera unitaria dalla candidatura di Simone Petrangeli – prosegue Angelucci – L’iniziativa della giunta-ombra non nasce come mitragliatrice spianata nei confronti dell’amministrazione, ma come occasione di dialogo sia con le componenti dell’opposizione che della maggioranza. Vogliamo essere un pungolo costruttivo, disponibili ad appoggiare le giuste proposte e felici se la maggioranza vorrà accordare fiducia a quelle che avanzeremo noi, affinché si eviti di ripetere gli errori del passato: chiederemo anche un incontro mensile per fare il punto sull’azione amministrativa. Fa tutto parte di un percorso di ricostruzione composto da persone che non se la sono data a gambe dopo la sconfitta, ma che hanno fatto analisi critica e hanno scelto di mettersi a disposizione della città».

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