Rieti, la retrocessione e la ripartenza
dalla serie B2: il 2015 della
Fortitudo che punta alla salvezza

Giovedì 31 Dicembre 2015 di Andrea Scasciafratte
Le ragazze della Fortitudo, stagione 2015/16
RIETI - Di giocatrici, sotto le volte del PalaCordoni, ne sono passate tante. Forse troppe. In dodici mesi (ma sarebbe più corretto parlare di nove, vista la sosta estiva), hanno indossato la casacca amarantoceleste in 23. E per molte di loro l’avventura reatina si è conclusa anzitempo: da Karima Sammartano a Ilenia Cammisa, da Alessandra Casoli a Irene Padua, da Tiziana Iosco a Katia Miotti, sono ben 15 le atlete che, alle soglie del 2016, non fanno più parte del progetto targato Fortitudo. Insomma, per la società presieduta da Andrea Pietraforte il 2015 è stato un anno di profondi cambiamenti. Invariati e sempre più intensi, invece, la voglia e il desiderio di mantenere la squadra nel gotha della pallavolo nazionale.

LA RETROCESSIONE

Nonostante gli sforzi e i ripetuti cambi in corsa che, oltre all’avvicendamento tra le giocatrici, ha visto a fine marzo anche la staffetta in panchina tra Andrea Broccoletti e il tecnico umbro Ferruccio Nocelli (nel mezzo una brevissima parentesi del tandem Daniela Monteriù-Kenny Moreno Pino), la prima metà della stagione sotto rete ha decretato la retrocessione in B2 della Fortitudo, la seconda consecutiva. Fanalino di coda del girone C di B1 femminile con dodici punti, il sestetto reatino ha raccolto appena tre successi in cinque mesi: dal 9 gennaio (2-3 con la Proger Roma) al 9 maggio, ultima di campionato, Diletta Lunardi e compagne sono riuscite ad alzare le braccia al cielo soltanto il 24 gennaio (3-2 contro Pagliare), una settimana più tardi con San Michele (ancora una vittoria al tie-break) e il 14 febbraio a Trevi, di nuovo al quinto set. Una striscia di tre vittorie consecutive che aveva riportato la Fortitudo a -3 dalla zona-salvezza. Una fiammella di speranza, spenta immediatamente dalla corazzata Pesaro (0-3) e soprattutto dalla concorrente diretta Evoluzione Ostia (1-3): in pochi giorni Rieti passa dal purgatorio all’inferno, senza più riprendersi. In undici giornate, le ultime di un soffertissimo campionato, le sabine riescono ad incamerare un misero punticino (2-3 con San Giustino), che spalanca le porte della B2.

SI RIPARTE DALLA B2

La retrocessione non sconquassa l’ambiente. La società, trainata dal patron Pietraforte e dal general manager Alessandro Mezzetti, rimette in sesto i cocci, sfoltisce la rosa, arruola di nuovo il coach Broccoletti, si iscrive alla B2 e prova a ripartire dal basso, promuovendo in prima squadra quante più giovani possibile e pescando quel che basta sul mercato. A fine agosto arrivano solo in quattro: la palleggiatrice Sara Isolani (dal Volley Loreto, B2) e le schiacciatrici Claudia Natale (Team Volley Catania, B2), Giulia Flavia Quaranta (Pro Castelnuovo, C) e Giulia Fornari (rientrata da Palombara, dove era andata in prestito un anno prima). Dello zoccolo duro della squadra restano soltanto Diletta Lunardi, Anna Rita Di Virgilio, Valentina De Santis e Nicole Pentuzzi. Si riparte il 17 ottobre con l’obiettivo della salvezza. Ma le prime quattro uscite della truppa di Broccoletti sembrano poter schiudere ben altri scenari: in rapida successione arrivano tre vittorie a Sangemini, in casa con Castellanese e Ponte Valleceppi. La Fortitudo balza al secondo posto del girone G di B2 femminile e inizia a pensare in grande. A riportare tutti con i piedi per terra sono prima il Cave (3-2), poi l’imbattuta capolista Volley Group Roma (1-3). Rieti gioca bene, ma perde. E non riesce a rialzarsi nemmeno nelle tre gare che seguono. Alla nona d’andata, lo scorso 12 dicembre, il ko di Palau spedisce per la prima volta le sabine in zona-rossa. Il colpo esterno di Marino (1-3) restituisce il sorriso e proietta la Fortitudo verso il 2016. Si torna in campo sabato 9 gennaio (palaCordoni, alle 18): al di là della rete la Virtus Roma, penultima ed in serie negativa da tre turni. Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio, 15:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Piumino, t-shirt e calzini bassi, ma i ragazzi non hanno freddo?

di Raffaella Troili