Rieti, la fiction "Il Papa buono"
risveglia ricordi ed emozioni
in tutta la Sabina: si torna
al 12 settembre 1960

Rieti, la fiction "Il Papa buono" risveglia ricordi ed emozioni in tutta la Sabina: si torna al 12 settembre 1960
di Samuele Annibaldi
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Lunedì 13 Aprile 2020, 18:30

RIETI - La fiction “Il Papa buono” andata in onda ieri sera, giorno di Pasqua, su Canale 5 ha risvegliato ricordi della Sabina anni ’60 quando papa Giovanni XXIII venne in visita pastorale sui luoghi della sua giovinezza. Da ieri sera sui social  le testimonianze di chi quella visita la ricorda bene, era il 12 settembre del 1960, tra Roccantica e Casperia anche con foto d’epoca e la ricostruzione di quei momenti storici.

Lo storico evento e il legame con la Sabina
Storica visita intanto perché erano più di due secoli che un pontefice non metteva piede in Sabina. Lo fece Angelo Roncalli che, originario della bergamasca  da giovanissimo dal Seminario di Bergamo dove  vinse una borsa di studio, si trasferì al seminario del Collegio di Sant'Apollinare di Roma, l'attuale Pontificio Seminario Romano Maggiore, dove completò brillantemente gli studi. Da qui il legame con la Sabina dal momento che la sede estiva dove i seminaristi trascorrevano e studiavano nei mesi cadi era quella del Seminario Romano di Roccantica. E quando Angelo Roncalli che era solito venerare la Madonna di Piedirocca nel paese sabino, era libero da impegni, con gli altri seminaristi raggiungeva a piedi passando per viottoli e scorciatoie il paese dirimpettaio di Aspra in Sabina, l’attuale Casperia dove si trova il Monastero delle Suore benedettine di Priscilla e dove si trova attualmente la tomba di un suo carissimo amico e compagni di studi monsignor Giulio Belvederi. Un aspetto questo rilevante nella sua visita da papa in Sabina.

Da sacerdote a Pontefice
Ordinato sacerdote a Roma, don Angelo Roncalli celebrerà la sua seconda messa proprio a Roccantica. La sua ascesa al Soglio di Pietro passò da incarichi importantissimi e ruoli ecclesiastici di prim’ordine (nel mezzo anche delle due guerre mondiali) in Italia e all’estero, dalla Bulgaria alla Francia e poi anche patriarca di Venezia, prima di essere eletto papa nel 1958.  

La visita
Arrivò nell’estate del 1960 la visita in Sabina, sui luoghi della giovinezza titolarono i giornali di allora: Il Messaggero, La Stampa, Il Tempo. Il papa buono partì dalla sua residenza estiva, Castel Gandolfo,  di buon mattino e arrivato in Sabina si intrattenne con alcuni operai a passo Corese poi le ali di folla e la banda musicale a Poggio Mirteto, finché  raggiunse il Seminario Maggiore di Roccantica dove studiò dal 1900 al 1904.  Accompagnato da uno stuolo di cardinali, vescovi e monsignori, Giovanni XXIII fu accolto dal cardinale Mimmi vescovo suburbicario di Sabina- Poggio Mirteto. Il papa ricordò le sue escursioni al Tancia all’eremo di San Michele e alla grotta di San Leonardo, le gite al Monte Pizzuto e a Fonte Regna. Ricordò nelle sue passeggiate la serenità che gli davano i monti sabini e l’incontro con i boscaioli e gli agricoltori. Dopo la messa e l’incontro con la gente di Roccantica stipata nel campo da tennis del Seminario, il Papa a bordo di una Mercedes arrivò a Casperia tra ali festanti di folla per poi salire a Montefiolo nel convento dove si trova la tomba del suo amico di gioventù e di studi, Giulio Belvederi, morto nel settembre dell’anno prima e che in punto di morte ricevette la vista del Papa Buono sul letto di morte (nella foto l’incontro) a Roma. Papa Giovanni XXIII si commosse e restò in silenzio davanti la tomba del suo amico. Prima di tornare a Roma lasciò un messaggio alle suore che tutt’ora custodiscono il monastero e che è inciso su una lapide nel convento “Mentre accompagniamo con animo profondamente addolorato la pia anima del benemerito Vostro Padre all’eterno riposo, con particolari preghiere di suffragio, desideriamo giunga ai familiari e alle oblate Religiose di Priscilla, che con tanta premura diedero assistenza all’infermo, una speciale confortatrice benedizione apostolica”.

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