Fara Sabina, campagna elettorale via megafono Mazzeo: «Rispettiamo le norme anticovid e raggiungiamo tutti»

Sabato 5 Settembre 2020 di Raffaella Di Claudio
Vincenzo Mazzeo

RIETI - È salito in macchina, ha raggiunto la vicina Cantalupo per prendere in prestito, dalle mani del sindaco Paolo Rinalduzzi, il collaudato megafono elettorale che, di elezione in elezione, ha risuonato nel centro della Bassa Sabina. Vincenzo Mazzeo, candidato sindaco di FaraMerita, dà un tocco vintage “l’antico che fa moda” allo stile della sua campagna elettorale. Ma, dirà lui, “è solo un’esigenza democratica”.

“Vogliamo rispettare fortemente i protocolli anti-Covid e sappiamo che il porta a porta è un problema – spiega Mazzeo -. I numeri e le incognite sui contagi restano alti quindi siamo estremamente attenti, utilizzeremo il megafono alla vecchia maniera, per non mettere a rischio nessuno. È una forma di rispetto per i cittadini perché assicura il distanziamento, ma la voce arriva a ogni persona. Siamo stati autorizzati a farlo e lo faremo per raggiungere tutti. Attaccheremo anche i manifesti e nei luoghi in cui non siamo riusciti a farlo (tipo Pomonte) è perché, per responsabilità altrui, le plance non sono state installate. Il megafono ci serve quindi anche a raggiungere le frazioni più piccole per informare i residenti sulle nostre iniziative. È una forma democratica di partecipazione, che raggiunge anche chi non Facebook: l’uomo di metà Novecento, quale sono, fa questo. I non posso permettermi di lasciare fuori qualcuno, di non raggiungere tutti. In questa campagna elettorale – aggiunge - ogni giorno scopriamo necessità e problemi nuovi e per questa ragione, stiamo integrando il programma ora per ora. Abbiamo inserito le cose importanti, ma di giorno in giorno come in un quadro facciamo i ritocchi. Fara ha bisogno di curare l’interesse generale. Fara ha bisogno dell’isola ecologica non dello svuotamento di un cassonetto come fosse una manna dal cielo. Quando non si sono occupati dell’interesse generale curando solo il clientelismo e gli interessi particolari, abbiamo visto dove siamo finiti: al fallimento”.

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