Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Rieti, sfuma all'ultimo la nomina
a sottosegretario di Fabio Melilli

Rieti, sfuma all'ultimo la nomina a sottosegretario di Fabio Melilli
di Alessandra Lancia
2 Minuti di Lettura
Sabato 1 Novembre 2014, 15:29 - Ultimo aggiornamento: 17:14
RIETI - Sfuma la nomina a sottosegretario all’Economia per Fabio Melilli. La notizia gliel’ha data lo stesso Matteo Renzi, ieri mattina, per telefono, quando Melilli era già sulla strada di casa: «Il quadro è cambiato ieri sera (giovedì per chi legge, ndr), dopo l’incontro tra Renzi e Napolitano, che ha rimesso in discussione la nomina del ministro degli Esteri - dice il deputato reatino. - Renzi mi ha detto che, essendo cambiate le condizioni, non poteva più garantire quadro ed equilibri. In effetti, la nomina di Gentiloni è stata una sorpresa assoluta: con lui alla Farnesina, credo che il governo abbia fatto il pieno di laziali e renziani».



PAOLA DE MICHELI AL SUO POSTO

Al suo posto, è andata Paola De Micheli, già lettiana e ora renziana, l’antagonista che Melilli temeva di più sin da quando, ormai più di un mese fa, cominciò a circolare il suo nome per la carica lasciata vacante da Giovanni Legnini, andato al Csm. E così, a Melilli, è toccato lo stesso amaro calice che, a Poggio Moiano, toccò al senatore Angelo Cicolani durante l’ultimo governo Berlusconi.



Il tutto, lasciando all’altro poggiomoianese di successo, Angelo Rughetti, la palma di sottosegretario e tra i più influenti del governo Renzi. «L’unico rammarico è che non avevo chiesto io di fare il sottosegretario all’Economia - aggiunge Melilli. - Poi, certo, 40 giorni sulla graticola sono tanti, ma la politica è così».



IL NODO SEGRETERIA REGIONALE

Ora, per Melilli, si pone il problema della segreteria regionale: il Pd laziale è di nuovo a rischio commissariamento, un’ipotesi che i maggiorenti del partito vorrebbero evitare. Perciò, l’accordo era che Melilli sarebbe comunque rimasto alla guida del Pd fino alla fine dell’anno, per dar modo alle varie componenti di trovare una sintesi. Le scelte di Renzi di ieri hanno ulteriormente indebolito Melilli, che ora ammette che aver accettato di fare il segretario regionale è stato un errore. Ma magari ha ragione la Leopolda: il futuro è solo l'inizio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA