Rieti, l'ex assessore Elisa Masotti:
«Le mie dimissioni sono politiche»

Mercoledì 3 Giugno 2020 di Antonio Bianco
Elisa Masotti
RIETI - «Durante la prima giunta Emili, Cicchetti sbatté la porta e si dimise da assessore ai Lavori pubblici, ma nessuno trovò da ridire, oggi se invece faccio io lo stesso gesto, divento una che vuole destabilizzare il centrodestra».
La “dissidente” Elisa Masotti, a distanza di pochi giorni dalle sue dimissioni da assessore comunale all’Innovazione tecnologica, è un fiume in piena e racconta tutti i retroscena che l’hanno portata a salutare la giunta comunale.
«E poi vorrei dire – aggiunge – che le mie sono dimissioni politiche e non personali, come qualcuno ha cercato di mistificare. L’approccio che io ho contestato al sindaco è quello che sia solo lui a decidere quale fascicolo debba andare avanti e quale invece debba restare nel cassetto».
Qual è la cosa che l’ha amareggiata di più?
«Il fatto che sul rimpallo di responsabilità in merito alla questione delle antenne selvagge sulla torre comunale, il sindaco non abbia mai preso una posizione netta, questo mi ha amareggiato molto visto che sin dall’inizio del mandato ho sollevato il polverone sul problema».
La goccia però che ha fatto traboccare il vaso è stata la delibera sul fabbisogno del personale.
«Sì, io avevo contestato la verticalizzazione e su questo punto mi sono impuntata. Perché all’inizio erano previste le mobilità, poi ho visto che con la nuova delibera dell’altro giorno sono state trasformate in concorsi. E anche sui lavoratori socialmente utili mi chiedo perché non vengono assunti tutti e tredici i lavoratori? Visto che al momento si parlerebbe di assumerne solo sei?».
E delle “incompiute” di cui parlava? A che punto siamo?
«Guardi è pronto il PagoPa, che è questo sistema di pagamento digitale obbligatorio per legge, se rispettano la road map già dalla prossima settimana dovrebbe partire questa piattaforma digitale per il pagamento del trasporto scolastico e delle rette per la mensa. Ripeto: io ho lasciato tutto pronto per partire».
Però il suo assessorato è stato molto criticato sulla vicenda dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente alla quale il Comune ancora non aderisce.
«Al di là di qualcuno che ha messo il bastone tra le ruote, la grande verità è che il sistema informatico che abbiamo è obsoleto, però non si vuole cambiare. Ci stanno delle forti resistenze. Intanto, io dicevo di partire con la formazione dei dipendenti, così nel momento in cui tutto è pronto si poteva aderire tranquillamente all’anagrafe nazionale. Ma se non cambi il sistema informatico resterà tutto bloccato, ci ho provato ma non c’è stato verso».
Per non parlare delle colonnine di rifornimento per le auto elettriche. Per il momento n’è stata installata solo una su 40.
«Anche qui se non si sblocca il fascicolo non credo che si andrà avanti nel progetto. Evidentemente la giunta comunale non ci crede molto. Basti pensare che all’inaugurazione della colonnina di via Borsellino non vennero, perché dissero di essere impegnati, né il sindaco Cicchetti né l’assessore all’Ambiente Claudio Valentini».
E lo sportello telematico che fine ha fatto?
«Dall’inizio ho proposto questo sportello per digitalizzare tutte le pratiche di tutti i settori, ma non mi sono mai stati messi a disposizione dei fondi, basti andare a vedere il bilancio per crederci». Ultimo aggiornamento: 14:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Roma deserta, i controlli e la storia di Marta abbandonata in strada dai vigili (come in una favola)

di Pietro Piovani