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Rieti, Carlo Ubertini e il terzo polo: «Da soli abbiamo preso quanto ottenuto dal Pd»

Carlo Ubertini
di Antonio Bianco
3 Minuti di Lettura
Venerdì 17 Giugno 2022, 00:10

RIETI - «Il risultato del terzo polo è riconosciuto da tutti come positivo. Perché ci siamo presentati contro due schieramenti forti: da una parte il centrosinistra unito e dall’altra il centrodestra compatto. Il terzo polo si è presentato con tre liste nate dal niente, non strutturate e senza appoggi di leader nazionale. Lo stesso Partito socialista a livello nazionale ha percentuali bassissime». 
Carlo Ubertini, candidato sindaco del terzo polo, si dichiara soddisfatto per oltre il 10 per cento ottenuto dalla sua coalizione alle comunali di domenica scorsa. Insomma una lotta contro due corazzate della politica locale. «Anche sotto il punto di vista dei mezzi finanziari non c’è stata partita. Eppure nonostante tutto abbiamo ottenuto il 10,4 per cento dei consensi. Un risultato altamente dignitoso, che nessuno aveva previsto. Tutti ci davano al 5-7 per cento. Non dimentichiamo che c’è stato anche il voto utile, dove i cittadini avrebbero voluto votarci, ma alla fine hanno scelto o Petrangeli o Sinibaldi perché più forti. Il voto utile nel bipolarismo ti porta a votare l’uno contro l’altro e quindi chi sta in mezzo sconta questa difficoltà. Tuttavia, abbiamo preso 2.500 voti al pari della lista del Partito democratico. Da soli abbiamo preso quanto tutta la lista dei dem». 
Che succederà ora al terzo polo? 
«Il nostro è un progetto politico. Nel senso che non è un’avventura temporanea. È un progetto politico di terzo polo, come sta nascendo a livello nazionale. Tra l’altro sono stato il candidato sindaco socialista più votato in Italia. È un progetto che andrà avanti perché siamo stati talmente incoraggiati dal risultato. Crediamo che questo bipolarismo sia sgangherato, che dovrà necessariamente conoscere una nuova geografia politica. E in questo panorama attuale c’è ampio spazio per un terzo polo che sia riformista, liberalsocialista, cristiano e ambientalista. Le quattro gambe sono queste. Vanno recuperate, rilanciate e mescolate le nostre culture. Un progetto che sia alternativo a una sinistra totalmente confusa, alla ricerca di identità, e a una destra non liberale». 
In consiglio comunale questa volta sarete in due a rappresentare il vostro mondo politico. 
«La nostra prospettiva, la nostra missione è sempre quella di fare un’opposizione razionale, equilibrata e per la città. Com’è stata nei cinque anni precedenti. Aiutando i progetti seri e respingendo invece quelli che non aiutano la città. Insomma questo è il taglio della nostra opposizione. Il nostro, ripeto, è un progetto politico-culturale. Il terzo polo sta nascendo in tutta Italia e noi a Rieti abbiamo la percentuale tra le più alte. È un’entità che ha una sua identità consistente, che cerca di coagulare e formarsi insieme attraverso questa miscela di cultura socialista, liberale, cristiana e ambientalista». 
Che pensa di questo pasticcio nell’attribuzione dei voti di preferenza? 
«Non sto seguendo direttamente la vicenda, la leggo attraverso Il Messaggero, ma sono abbastanza sconcertato. Non ne conosco le cause, ma non posso non stigmatizzare questo caos organizzativo. Registro questo ritardo che non dovrebbe accadere perché non è una città particolarmente complessa».

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