Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Rieti, l'edicola di piazza a 88 anni fa ritrovare il piacere di leggere

L'edicolante Luciana Ignara
di Luigi Ricci
4 Minuti di Lettura
Sabato 23 Aprile 2022, 00:10

RIETI - La foto di piazza Vittorio Emanuele in pagina è quella di una cartolina postale ed è stata scattata tra 1934 e 1936. Per stabilirlo è stato necessario osservare alcuni particolari, a parte l’assenza della Fontana dei Delfini, rimossa nel 1930 per facilitare il traffico automobilistico, spostandola in piazza XXIII Settembre, nel quartiere Madonna del Cuore. Il primo particolare è fornito dal palazzo adiacente al Municipio, che in precedenza ospitò anche l’albergo della Croce Bianca, demolito per far posto nel 1940 alla più arretrata torre in travertino che ospita uffici dell’amministrazione comunale. Il secondo particolare è la posizione da dove fu scattata la foto: cioè l’angolo dal lato di piazza Cesare Battisti del bar dell’albergo Quattro Stagioni, inaugurato nel 1933. Quindi, considerando questa ultima data e che tra demolizione del palazzo dell’albergo della Croce Bianca e ultimazione della torre nel 1940 sono trascorsi circa 3 anni, la foto si colloca tra 1934 e 1936.

L'edicola. A destra si nota che già allora esisteva l’edicola, esattamente dov’è oggi. Pure in questo caso viene in aiuto la costruzione dell’albergo Quattro Stagioni, come già detto inaugurato nel 1933 dopo la demolizione della preesistente chiesa di San Giovanni in statua. Infatti, una foto scattata dagli scavi del cantiere mostra che l’edicola all’epoca era assente e che quindi fu aperta subito dopo. In base a questa ricostruzione - quasi al livello dell’impiego del carbonio 14 per datare reperti dall’era dei dinosauri in poi – si può affermare che l’edicola tra le piazze Vittorio Emanuele II e Cesare Battisti ha circa 88 anni.

Evoluzione e passato. Osservando la cartolina del 1934 l’edicola sembra avere una forma cilindrica, stile liberty, come quelle antiche nel centro storico di Roma. E’ invece difficile ricostruire cosa sia avvenuto da allora fino al primo dopoguerra. Di sicuro dalla fine degli anni ‘50 quella struttura fu sostituita da un’altra in metallo, lunga e antiestetica, verniciata di bianco, suddivisa a metà tra un distributore di benzina - gestione Palazzoli sul versante di piazza Battisti - e l’edicola che si affacciava sulla piazza del Comune, gestita da due anziane signore, madre e figlia, fino a metà anni ‘70. Quindi il distributore venne chiuso, l’enorme e inamovibile serbatoio sotterraneo di carburante fu riempito di sabbia e l’intera struttura, rilevata da Nerio Pitoni, che gestiva un autonoleggio nella piazza stessa, fu destinata per intero alla vendita dei giornali. Quindi, verso fine anni ‘80 l’edicola passò alla famiglia Matteocci – chi non ricorda il simpatico e compianto Mauro? – che sostituì la vecchia struttura con quella attuale per poi cederla nel 1998 alla signora Luciana Ignari e al marito Silvano Mastroiaco, che a febbraio 2023 celebreranno il 25esimo anniversario della gestione, molto probabilmente la più lunga nella storia dell’edicola.

Il presente. «In questi anni – spiega la signora Luciana – ho vissuto grandi trasformazioni, a cominciare dallo sviluppo di internet che ha profondamente influenzato l’informazione andando a scapito della carta stampata. Poi è arrivata la crisi del 2008 ad aggravare il quadro, ma nel frattempo le edicole si sono evolute vendendo libri, video, Cd, dischi a 33 giri, innumerevoli collezioni di figurine, ricariche telefoniche, oggettistica varia, gadget e soprattutto tanti giochi per bambini. Una rivoluzione senza la quale, in seguito al calo delle vendite dei giornali, sarebbe duro lavorare». 
In qualche modo però la pandemia è stata d’aiuto: «All’inizio con la gente rintanata in casa è stata dura – spiega – poi il tanto tempo libero a disposizione ha stimolato il ritorno alla lettura dei giornali, aumentando le vendite, per avere una informazione più completa e professionale rispetto a internet». Ma Luciana ha un dispiacere: «I giovani leggono poco, sono poco curiosi. Per me non basta informarsi solo sul telefono. Giorni fa però ho avuto una piccola soddisfazione. Una ragazza sui 25 anni, mai vista prima, è entrata dicendo: ‘Signora non ho mai letto, vorrei cominciare a informarmi e a capire cosa leggo’, e ha comprato il suo primo quotidiano. Spero che stia continuando».

© RIPRODUZIONE RISERVATA