Rieti, il meccanico che ha trovato la Fiat Palio di Silvia Cipriani: «Troppo strano che ci fosse un’auto lì»

Scrocco di Montenero
di Sabrina Vecchi
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Sabato 1 Ottobre 2022, 00:10

RIETI - La macchina, poi la borsa e una scarpa, resti ossei e brandelli di vestiti, una specchietto di autovettura. Le fila del giallo legato alla signora Silvia Cipriani stanno tenendo con il fiato sospeso non solo amici e familiari, ma anche l’opinione pubblica. Il mistero si dipana dalla prima mattina del 22 luglio scorso, ultima volta in cui la 77enne di Cerchiara viene vista dalla vicina di casa, al volante della sua Fiat Palio grigia. Poi vuoto assoluto fino a lunedì scorso, quando in una boscaglia in località Scrocco, tra Montenero e Casaprota, è stata individuata la vettura cercata per mesi da uomini ed elicotteri. Con le chiavi attaccate al cruscotto e un vistoso ammaccamento su un fianco, ma come fosse stata parcheggiata, ben nascosta. A scorgerla, andando in cerca di funghi, il signor Bruno Cingolani, rimasto con l’auto impantanata e ricorso all’aiuto di un meccanico di fiducia. In soccorso, nella stradina sterrata, è arrivato Rino Donati, titolare di un’autofficina a Poggio Nativo. 

«Bruno è un cliente - racconta - mi ha raccontato di aver perso anche l’orientamento per uscire dal bosco, e di esserci riuscito solo grazie al satellitare del cellulare». Dopo aver ritrovato i riferimenti, il cercatore di funghi ha chiamato un amico che l’ha recuperato in auto, per poi giungere entrambi nell’autofficina di Donati. «Li ho fatti aspettare, il lunedì c’è sempre molto lavoro, ma già parlavano di un’auto stranamente ferma in quel luogo. Ovviamente ciascuno di noi ignorasse fosse quella di Silvia». I due amici, più il meccanico ed un operaio dell’officina giungono sul posto a bordo di una jeep, per riportare in carreggiata la Clio del cercatore di funghi. «Abbiamo fatto questa semplice operazione di recupero - spiega Donati - poi ci siamo portati a piedi verso quella macchina grigia quasi del tutto coperta di vegetazione. Non voglio dire che fosse parcheggiata: una strada che si raggiunge anche con macchine normali e non con i fuoristrada, ma poi è possibile uscirne solo in retromarcia». Un ritrovamento così strano che Donati decide di chiamare i carabinieri: «Troppo strano che ci fosse un’auto proprio lì. Non sapevo nulla della scomparsa della signora Silvia, non avevo letto i giornali né sapevo della macchina, per cui non ho lontanamente immaginato che dietro ci fosse questa brutta storia». Dopo l’arrivo delle forze dell’ordine, la Fiat Palio è stata posta sotto sequestro e la zona delimitata, e nei giorni successivi sono state ritrovate nei dintorni ossa umane, una scarpa e una borsa e brandelli di abiti, a quanto pare gli stessi che la signora aveva indosso il giorno della scomparsa. Ora è tutto in mano alla Scientifica per i riscontri delle impronte e del Dna. Tra le ipotesi che possono averla condotta alla morte, salta quasi del tutto quella del suicidio, improbabile con queste strane modalità ma anche per gli ultimi giorni in cui la signora è stata vista in vita, attiva come sempre ed indaffaratissima come parrocchiana nei preparativi per la riapertura della chiesa di Cerchiara, evento a cui teneva molto. In campo rimangono tanti interrogativi: Silvia ha raggiunto da sola quel luogo tanto impervio distante circa 25 chilometri dalla sua casa o è stata condotta lì da qualcuno? Ha perso l’orientamento magari a seguito di un incidente o le hanno fatto del male sul posto o altrove? La domanda che inquieta tutti è chi abbia potuto voler male a una pensionata tutta casa e chiesa, sola e senza figli, con una sorella suora missionaria e un fratello defunto da tempo.

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