Diego Grillo: «Che emozioni
la salvezza a Rieti con Lardo».
Riapre il suo "Sazerac caffè":
«Due mesi così è stata dura»

Martedì 12 Maggio 2020 di Lorenzo Santilli
Diego Grillo nel suo bar e in maglia Nsb
RIETI - È stato l'ultimo reatino protagonista nel massimo campionato con la maglia della propria città, poi la scelta di cambiare del tutto vita e appendere le scarpette al chiodo, dopo aver trovato giusto il tempo di togliersi qualche soddisfazione nel basket professionistico.

Ma per Diego Grillo, ex playmaker classe 1987, la stagione 2008-2009 in maglia Nsb Rieti, rimarrà per sempre la più significativa della sua carriera, come racconta: «I ricordi di quella stagione e in particolare del raggiungimento della salvezza sono ancora forti e sempre vivi, poi per me si trattava di giocare per la mia città. C'erano tutte le attenuanti per retrocedere, tra addii e stipendi non pagati, ma ci compattammo alla grande, poi grazie all'esperienza dei veterani e la voglia di emergere dei più giovani venne fuori quell'impresa. Inoltre c'era un grande staff, Lino Lardo fu immenso, agiva su di noi sotto l'aspetto psicologico e riuscì a tirare il meglio di me, di Green o di Hubalek - afferma Grillo, che di quella stagione ricorda diversi aneddoti - In alcuni allenamenti non arrivavamo nemmeno a 10, quindi giocava Lino e toccava me marcarlo, si creò davvero un grande gruppo e ad esempio con Gigena, Sklavos e Campbell siamo rimasti ancora in contatto».

Rieti e non solo per Grillo, che ha vestito anche le maglie di Venezia e Roseto su tutte, oltre ad una esperienza nel settore giovanile della Fortitudo Bologna da brividi: «La "Basket City" è assurda, vissi lì nell'anno del secondo scudetto delle «effe», c'era un'organizzazione pazzesca. C'erano giocatori del calibro di Vujanic o Basile, ma anche Pozzecco, che quell'anno fu messo fuori rosa e scese con noi delle giovanili. Ci allenammo insieme e poi l'ho rincontrato diverse volte nei campi, ma anche Belinelli, a cui prestai la mia maglia numero 9. Andammo alle Final Four di Eurolega a Mosca, dove invitarono anche le migliori formazioni giovanili, in quella squadra oltre a me c'erano anche Chiumenti e Piazza: con lui siamo rimasti amici e quest'anno prima di Npc - Casale è venuto a trovarmi al locale. Allora nelle giovanili il livello era altissimo, ci qualificammo alle finali scudetto, dove incontrai anche Gallinari, giusto per citarne qualcuno - ricorda l'ex regista, che dopo Bologna, sbarcò subito tra i senior - A Roseto in A1 nel 2006 arrivò una salvezza straordinaria, ma resto anche legato alla stagione con Venezia: è un'altra bella piazza, c'era già Brugnaro ed una grande organizzazione, che poi li ha portati a vincere due scudetti, peccato arrivammo fino alla semifinale, l'anno dopo vinsero il campionato e salirono in A2».

Il presente di Diego Grillo si chiama "Sazerac caffè", locale lanciato già da diversi anni in pieno centro a Rieti vicino al Ponte Romano e che proprio oggi riaprirà i battenti, dopo la chiusura forzata dettata dal lockdown: «Da oggi cerchiamo di riportare un po' di normalità anche tra i nostri clienti, offrendo il servizio da asporto. Per attività come le nostre che incassano quotidianamente è stata dura chiudere per due mesi, io inoltre per i miei dipendenti non ho ricorso alla cassa integrazione, ma per responsabilità e per premiare il loro lavoro ho provveduto a pagarli personalmente - afferma Grillo, che sul futuro precisa - Noi rispetteremo tutte le norme, le distanze e quant'altro, già sappiamo che questa non sarà un'estate come le altre, con il pienone di gente sul Ponte Romano. Però c'è bisogno di ripartire, ma c'è paura: il nostro settore copre circa il 15 del Pil e molti rischiano di non farcela». © RIPRODUZIONE RISERVATA