Comunali 2022 di Rieti, centrosinistra ancora diviso su Di Berardino

Claudio Di Berardino
di Antonio Bianco
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Mercoledì 5 Gennaio 2022, 00:10

RIETI - Il via libera del Partito democratico a Claudio Di Berardino non è stato molto apprezzato da alcuni settori del centrosinistra. Il fuoco di sbarramento arriva soprattutto dal movimento capeggiato dall’ex sindaco, Simone Petrangeli, Rieti città futura, che ha stigmatizzato le affermazioni di Vincenzo di Fazio pubblicate ieri dal Messaggero («Di Berardino rappresenta una figura di garante per tutti. In questo momento sta verificando se ci siano i presupposti per creare un’ampia area che va da sinistra fino ai moderati», aveva detto). «Le improvvide dichiarazioni del segretario cittadino del Pd - scrive in una nota il movimento politico - sono singolari e curiose e fanno anche sorridere. Lo stesso, prima organizza un tavolo della coalizione e poi lancia candidature sulla stampa, ben consapevole che solo elezioni primarie potranno legittimare il candidato o la candidata sindaco del campo largo del centrosinistra, in presenza di più candidature legittime e libere da qualsiasi altro impegno che non sia quello di occuparsi della nostra città».

“Mandato esplorativo”
Rieti città futura ci tiene poi a precisare la sua posizione sul cosiddetto “mandato esplorativo” che sarebbe stato affidato all’attuale assessore regionale al Lavoro. «Il cui mandante è ignoto e sicuramente non è la coalizione di centrosinistra che, come noto, non ha al suo interno né un primus inter pares né tantomeno un padrone», chiosa il movimento. Sulla stessa scia il commento del coordinatore provinciale di Centro democratico e consigliere comunale, Alessio Angelucci. «Apprendiamo dalla stampa - si legge in una nota - che Claudio Di Berardino avrebbe ricevuto un “mandato esplorativo” per verificare se ci siano le condizioni per una sua candidatura a sindaco. Apprendiamo sempre dalla stampa, che secondo alcuni dirigenti del Pd locale, l’assessore regionale sarebbe l’unico capace di trovare consensi tra i moderati». Angelucci, a questo punto, pone due domande: «Su che base politica questo mandato esplorativo sia stato affidato, e se per moderati si intendano prevalentemente coloro che da sempre si battono nel campo del centrosinistra, oppure solo di “nuovi arrivi”». Il suo partito, intanto, non risulta “esplorato”. «Ovviamente non ci rammarichiamo - conclude ironico - ma ci domandiamo se, a forza di allargare il campo, non si rischi di perdere il perimetro dello stesso. Di forze in campo per questa battaglia elettorale ne serviranno molte, ci auguriamo che nessuno sottovaluti l’altro. Attendiamo fiduciosi. Se i moderati occorrono alla causa, certamente Centro democratico dovrà essere protagonista».

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