CORONAVIRUS

Coronavirus sul lavoro, Paolucci (Uil): «Superato il tetto dei cento contagi»

Martedì 24 Novembre 2020
Coronavirus sul lavoro, Paolucci (Uil): «Superato il tetto dei cento contagi»

RIETI - «Impennata di infortuni sul lavoro causati dal Covid-19. Nei primi dieci mesi dell’anno si contano complessivamente nel nostro territorio 134 segnalazioni di infezioni contratte sul posto di lavoro, con una incidenza del 4,6 sul totale di quelli registrati nell’intera regione. Erano state 99 a fine settembre. In un solo mese annotiamo altri 35 casi». I numeri che emergono dal rapporto mensile elaborato dalla Uil di Rieti e della Sabina romana.  

«Dalle segnalazioni di contagio da Covid giunte all’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro – spiega Alberto Paolucci, Segretario generale della Uil di Rieti e della Sabina romana – si evince che altre ventisei donne e altri nove uomini della nostra provincia hanno contratto il virus lavorando. Continuano ad essere le lavoratrici a pagare il prezzo più alto: da gennaio ad oggi in totale sono state 102 le denunce al femminile, 32 quelle al maschile. Nessuna al momento ha avuto esito mortale».

«Spostando lo sguardo alle fasce di età – aggiunge l’esponente sindacale – l’elaborazione dei dati ci dice che le persone più a rischio ad oggi sono state quelle tra i 50 e i 64 anni con 64 contagi, mentre tra i 35 e i 49 anni le infezioni hanno raggiunto le 55 unità. Meno esposta la fascia tra i 18 e i 34 anni e degli ultra sessantaquattrenni, rispettivamente con 13 e due contagi di origine professionale».

«Allargando per un momento lo sguardo a tutto il Lazio – prosegue Paolucci - sono stati quasi tremila gli infortuni sul lavoro strettamente connessi alla seconda ondata della pandemia – aggiunge l’esponente sindacale – Dopo la Capitale con 2367 segnalazioni e Frosinone con 185, c’è Rieti con 134 denunce, segue la provincia pontina con 126 e quella viterbese con 122. In tutto il paese i numeri corrono verso le centomila unità: al 31 ottobre si sono infatti registrati 66781 contagi con 332 morti sul lavoro. Infermieri, medici, operatori sanitari e socio assistenziali, restano le professionalità esposte».

«Il nostro focus territoriale – conclude Paolucci – evidenzia i rischi che corrono ogni giorno lavoratrici e lavoratori della nostra provincia e soprattutto uno squilibrio di genere. Dati e numeri che chiedono ancora più attenzione e vigilanza da parte di tutti soprattutto nell’applicazione dei protocolli a tutela di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Perché la sicurezza non è mai abbastanza».

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