Rieti, causa condominiale interminabile
e il Ministero risarcisce i ricorrenti

Tribunale (Archivio)
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Sabato 16 Maggio 2020, 01:27 - Ultimo aggiornamento: 13:43

RIETI - Causa condominiale interminabile e il Ministero risarcisce i ricorrenti.

Passi pure se la causa è complessa e quindi necessita di una lunga istruttoria da parte del giudice, corredata da perizie, accertamenti testimoniali e altro ancora, ma che occorra dover attendere cinque anni per arrivare alla sentenza per una richiesta di risarcimento danni conseguente a una controversia condominiale, è davvero troppo. Eppure, è quanto hanno sperimentato due coniugi reatini ai quali, però, la Corte di Appello ha riconosciuto l’indennizzo per l’irragionevole durata del processo che li ha visti contrapposti a un’altra coppia, residente nella villetta dove abitano, per una questione legata a copiose infiltrazioni di acqua provenienti dall’abitazione dei coinquilini che avevano finito per provocare gravi danni nel proprio appartamento.
Sfumata ogni possibilità di accordo bonario, i danneggiati avevano quindi depositato attraverso un legale il ricorso per reclamare il risarcimento. Nelle aule di giustizia cause di questo genere, tra condomini, non sono infrequenti, ma la durata massima del tempo – tre anni - concessa dalla legge per definire il giudizio è andata ben oltre e la giustizia ha impiegato molto di più, tra lungaggini procedurali, cambi di consulenti di ufficio, perizie e spostamenti di date causati da scioperi e astensioni. Era il 2014 quando l’avvocato Gianluca Ludovici depositava il ricorso, ma solo nel 2015 la causa iniziava e, tra un rinvio a un altro, era necessario arrivare quasi alla fine del 2019 per ottenere la sentenza del giudice civile che riconosceva i danni (15 mila euro comprensivi di interessi) reclamati dai ricorrenti, condannando gli altri inquilini a pagarli. Una volta chiuso il contenzioso e passato in giudicato il giudizio del tribunale, l’avvocato Ludovici ha provveduto a citare il ministero della Giustizia davanti alla speciale sezione Equa riparazione della Corte d’appello, reclamando per conto dei suoi clienti l’equo indennizzo per l’eccessiva durata del processo. Questa volta, la risposta non ha tardato e, dopo pochi mesi, il consigliere delegato Anna Del Boccio ha accolto la richiesta e ingiunto al ministero di pagare ai due coniugi 2 mila 500 euro, oltre agli interessi. Certo, non è una grande cifra, ma a volte le soddisfazioni non hanno prezzo.

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