I reatini sotto la lente del Censis, De Rita: «Non temete le disuguaglianze ma la mancanza di sviluppo»

I reatini sotto la lente del Censis, De Rita: «Non temete le disuguaglianze ma la mancanza di sviluppo»
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RIETI - Rieti e provincia reggono all’urto del Covid: le disuguaglianze sociali ed economiche aumentano ma emerge la voglia di mettersi in gioco, puntando sull’ambiente e su un senso di appartenenza al territorio uscito rinvigorito dalla crisi. Sono le linee di fondo del Rapporto del Censis sul rilancio del reatino al tempo del Covid su cui a San Giorgio si sono confrontati il presidente del Censis Giuseppe De Rita, il presidente della Fondazione Varrone Antonio D’Onofrio, il presidente della Commissione Bilancio della Camera Fabio Melilli, il sindaco di Rieti Antonio Cicchetti e il vescovo di Rieti Domenico Pompili. 


«Non possiamo pensare di ricominciare come se nulla fosse accaduto: il modello di vita di prima era evidentemente sbagliato – ha detto D’Onofrio – Per questo abbiamo chiesto al Censis di aiutarci a capire cos’è successo in questi mesi e come poter ripartire. Il Rapporto conferma quello che temevamo, e cioè che con la pandemia i ricchi sono diventati più ricchi e i poveri più poveri. Ma ci dice pure che la città ha voglia di intraprendere, di investire e questo è fondamentale».

«Ogni processo di cambiamento e di sviluppo porta con se un aumento delle disuguaglianze ma non è questo il problema – ha detto De Rita – Il problema centrale è continuare a fare sviluppo perché solo così si riducono le sacche di povertà».

Questo vale anche per il post Covid: «La paura c’è stata, l’aumento delle diseguaglianze pure ma a Rieti meno che altrove: qui il 67% delle persone ha mantenuto il suo tenore di vita, il 37,6% ha potuto incrementare i suoi risparmi. L’elemento dirimente diventa allora la motivazione che ci spinge, la variabile psichica della popolazione, che un rapporto statistico non svela ma che al dunque farà la differenza».

«Rieti è una città un po’ statica, a noi spetta mantenere in funzione  l’ascensore sociale – ha replicato Cicchetti – La crisi c’è ed è diffusa. Se nella popolazione avete colto una reazione è perché tanta gente si è trovata in uno stato di necessità. Se sono aumentati gli agguerriti tanto meglio, ma Roma deve consentirci di metterla in circolazione, questa nuova energia, favorendo le decisioni e le decisioni rapide».

Per Melilli quello che si sta aprendo è un tempo di grandi opportunità per il Paese e per il territorio: «Avremo risorse rilevantissime, per la ricostruzione post-sisma, per il sistema industriale, per la ricerca e per l’università. La sfida sarà non sprecarle, spenderle bene per prepararci ad una transizione anche ecologica che non sarà immediata ma che ci sarà». 

Pompili ha raccolto e rilanciato l’analisi di De Rita: «Va bene la riscoperta dell’io e la voglia di metterci del suo nella comunità, va bene anche la riscoperta del senso di comunità che si respira nei nostri borghi ma perché i nostri borghi respirino servono servizi e connessioni. In una parola, infrastrutture, fisiche e digitali. Questo è il momento». 


E’ il momento anche del confronto: «Il Rapporto che il Censis ci consegna noi lo consegniamo alla città – ha concluso D’Onofrio - il lavoro dei ricercatori è finito, ora comincia il nostro».


Il volumetto Pensare il rilancio del territorio reatino al tempo del Covid-19 sarà messo in distribuzione dalla Fondazione martedì 18 maggio, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17 (ingresso da via dei Crispolti 24).   

Sabato 15 Maggio 2021, 16:12
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