Rieti, è allarme per la casa cantoniera nel degrado

La casa cantoniera
di Giacomo Cavoli
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Domenica 24 Ottobre 2021, 00:10

RIETI - Manca soltanto che diventi il luogo di ritrovo per chi cerca un luogo degradato, seminascosto e facilmente raggiungibile e poi il quadro sarà davvero completo. Perché di posti abbandonati che rischiano di mettere in pericolo la salute delle persone non c’è soltanto la vecchia area d’ingresso dell’aeroporto Ciuffelli, in via Rosatelli a Rieti: a fare concorrenza allo storico degrado che da anni accompagna il piccolo scalo reatino, ci si mette adesso, infatti, anche la vecchia casa cantoniera di Vazia, abbandonata da ormai più di dieci anni, cioè da quando sono definitivamente scomparse dalla normativa le figure degli storici cantonieri, gli operai preposti al controllo e alla manutenzione delle strade e residenti all’interno delle stesse case. Quelle tipiche case di colore rosa che caratterizzavano le strade italiane e che sono finite nel dimenticatoio, anche se negli ultimi anni alcune di esse sono state destinate a nuova vita. Non nel caso di Vazia. In questo caso, si tratta di un’assenza seguita però, nei fatti, anche dal totale abbandono dell’edificio che, oltre a far brutta mostra di sé, sta complicando non poco la vita anche di chi abita nelle immediate vicinanze.

La denuncia
A tenere alta l’attenzione sulle storture della frazione di Vazia è sempre l’ex consigliere della 3^ circoscrizione, Eligio Patacchiola, il quale, dopo aver denunciato gli autodromi nati lungo via del Terminillo e tra via Leonessa e via Cerreta a Lisciano e aver chiesto al Comune di Rieti l’installazione di autovelox o di dissuasori di velocità insieme all’opportuna segnaletica, segnala ora lo stato della casa cantoniera presente all’interno del centro urbano di Vazia, trasformatasi in un ricettacolo di vegetazione incolta, rifiuti e animali pericolosi. Una bomba per la salute pubblica, sulla quale il Comune non ha diretta competenza, non essendo proprietario della struttura (appartenente al demanio), ma per la quale potrebbe azzardare di dimostrare un minimo di interesse, in virtù della propria responsabilità della salute pubblica, se non altro per sollecitare a chi di dovere la bonifica e la messa in sicurezza dell’edificio: «All’interno regna infatti l’incuria più assoluta - racconta Patacchiola. - Sono stati abbandonati materassi, calcinacci e sacchi e così è nata una vera e propria discarica. Fortunatamente, sembra invece che non sia ancora stata eletta a luogo per il consumo di droga. Il caldo della scorsa estate, poi, insieme alle sterpaglie che proliferano velocemente, ha dato vita all’habitat ideale per rettili, topi e zanzare: e gli abitanti che confinano con la casa cantoniera rischiano spesso di ritrovarseli nel proprio giardino o in casa. Quella dei residenti è una segnalazione che scaturisce dalla necessità di una bonifica radicale - conclude Patacchiola - che ormai non è più prorogabile». E sulla cui fattibilità sarebbe ora il caso di interrogarsi.

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