Rieti, caro bollette: la “Sano” dà 400 euro ai dipendenti

Sano di Accumoli
di Sabrina Vecchi
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Venerdì 2 Dicembre 2022, 00:10

RIETI - Una mosca bianca che si spera non resti tale, il salumificio Sano della famiglia Castelli. Visto il momento complicato e i rincari delle utenze, la proprietà ha deciso di dare un aiuto più che concreto ai dipendenti, che hanno già trovato un bonus di 400 euro netti sul loro stipendio. Un sussidio economico prezioso di questi tempi, ma anche la volontà dell’azienda di dare un segnale in un momento complicato, ricambiando sacrifici ed impegno. Ad oggi il salumificio che ha sede ad Accumoli conta trentatré dipendenti, una parte storici, una parte giovani leve. Una di loro è Lara, originaria di Arquata del Tronto, in azienda dal 1989. Si occupa della parte amministrativa, ed è stata tra le prime ad apprendere l’idea di Gianfranco Castelli. 
«Eravamo in riunione cercando di far quadrare come sempre i conti, nonostante le difficoltà e gli aumenti che gravano su tutti - racconta Lara - così ci ha detto che in ogni caso, se eravamo ancora in piedi dopo quanto passato, lo dovevamo ai dipendenti. Ed era a loro che si doveva dare una mano per pagare le bollette in questo momento difficile». Gioia e stupore tra i collaboratori, non solo per la parte strettamente materiale del gesto, ma anche per la sensibilità dimostrata dal datore di lavoro, «che conosce tutte le situazioni personali, e ci aiuta a superarle, dalla scuola dei figli alle malattie, alle difficoltà logistiche». Il salumificio è stato premiato da poco per il miglior guanciale, e decisamente di vicissitudini ne ha vissute tante. Prima l’alluvione che fece un bel po’ di danni, poi un furto che sottrasse ben duecentomila euro di merce, poi il terremoto, i due metri di neve del 2017, la pandemia. 

«Ci siamo rialzati sempre, tra mille problemi - racconta Lara - ricordo che i colleghi passarono la notte ad aiutare tra le macerie e la mattina dopo vennero al lavoro per mettere in salvo più prodotti possibile, tutti altamente deperibili. Avevamo una parete aperta, e con la scossa del 30 ottobre tutto divenne inagibile. Abbiamo stretto i denti e lavorato notte e giorno, non ha mollato mai nessuno, anche quando eravamo senza luce, senza riscaldamento. Si è trovata sempre una strada, insieme». E come priorità, anche nei momenti più difficili, sempre il pagamento degli stipendi, «come prima cosa, e talvolta anche prima del dovuto se serviva». Insomma, una bella storia di gratificazione lavorativa e un gesto che riempie il cuore e dà entusiasmo per andare avanti, con vigore e soddisfazione. 
«I risultati arrivano se si ascoltano le esigenze delle persone», dice Lara. «Ricordo quando arrivavamo col pullman dopo il terremoto, erano viaggi molto brutti. Gli orari non coincidevano con quelli aziendali, per cui sono stati cambiati appositamente. Ed altri bei gesti che non posso dire, perché il nostro datore di lavoro vorrebbe restassero riservati». Uno però, lo possiamo dire. La sala riunioni del salumificio è intitolata ad Andrea Tomei, giovanissimo dipendente dell’azienda vittima del terremoto dell’agosto 2016. Lara si commuove: «È stato un modo per ricordarlo sempre. Non dimenticherò mai il dolore quando ho dovuto cancellarlo dal registro dei dipendenti».

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