Borgo Velino, cittadini e M5S contrari alla realizzazione di un forno crematorio

Mercoledì 9 Dicembre 2020
Forno crematorio (Archivio)

RIETI - Secondo la Legge ogni regione deve dotarsi di propri Piani di coordinamento per quanto
attiene la realizzazione di forni crematori che devono peraltro essere costruiti all’interno
dei confini cimiteriali e sono di gestione comunale. La Regione Lazio ne è ancora priva.
La L. 130 del 30 marzo 2001 stabilisce, oltre alla posizione dei forni crematori e la
competenza dei comuni, come singoli Enti o in forma associata, che le Regioni debbano
dotarsi di un Piano di coordinamento entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della
suddetta Legge.
Lo spiega Silvia Blasi portavoce consigliere alla Regione Lazio per il movimento 5 stelle che
specifica: “nel Comune di Borgo Velino in provincia di Rieti è stata avanzata la proposta di
costruire un forno crematorio nonostante la zona sia un piccolo gioiello ambientale e
agricolo col rischio, se fosse attuata, di svilire, di fatto, le sue produzioni di pregio (tra cui
le castagne).
Il comune conta meno di mille anime e la proposta, motivata dal fatto che sono sempre
più numerose le persone che scelgono questo tipo di inumazione e ovviamente che vi
sarebbe un tornaconto economico per il comune, è osteggiata dall’Associazione “Centro
sociale noi…insieme aps” che ha promosso una raccolta firme e presentato una formale
richiesta di ritiro della Deliberazione comunale (13/2020 del 4 marzo 2020)”.
“Perciò”, conclude la Blasi, “alla luce della legge suddetta, ho presentato a mia prima
firma, una mozione per chiedere alla Regione di ottemperare alla norma dotandosi del
Piano di coordinamento e di sospendere fino a quel momento ogni autorizzazione di
competenza per la costruzione di forni crematori su tutto il territorio regionale”.
“Come rappresentante del territorio ho raccolto le istanze della cittadinanza di Borgo Velino preoccupata per l’eventuale realizzazione di questo forno crematorio” dichiara Gabriele Lorenzoni, portavoce alla Camera dei Deputati “ed insieme a Silvia Blasi, che ringrazio per l'intervento  in Regione, stiamo cercando di evitare che un vuoto normativo possa aprire alla  proliferazione incontrollata di queste opere"

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