Rieti, la bocciofila chiude: prezzi insostenibili per la luce e il gas

La bocciofila di Rieti
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Venerdì 7 Ottobre 2022, 00:10

RIETI - La bocciofila chiude per il caro bollette ed è costretta a trasferire altrove la sua attività. Una situazione comune a molti di questi tempi, peccato che tutto si sarebbe potuto evitare se non ci avesse messo lo zampino la burocrazia. «I soldi per pagare le utenze ci sono, ma sono bloccati in Comune»: a svelare il paradosso è Alfredo Masci, presidente della Bocciofila Città di Rieti. Una questione complessa, che affonda le sue radici negli anni addietro e che è diventata insostenibile quando sono state recapitate bollette che superavano i quattromila euro. Impossibile pagare senza i contributi che spettano legittimamente alla società e, quindi, via al trasferimento con un risvolto ancor più doloroso: una squadra di bocciatori portatori di handicap sarà costretta a interrompere la propria attività. 
CONTI SALATI 
«Siamo stati costretti a chiudere le utenze di luce e gas, così a breve lasceremo la struttura di via De Gasperi», spiega Masci che, con la sua società utilizzava il bocciodromo nato tra lo stadio Centro d’Italia e il Palamalfatti. «Nei mesi invernali – racconta – pagavamo bollette del gas di circa 1500 euro. Quella relativa allo scorso gennaio era di 4500 euro. Abbiamo chiesto la rateizzazione, ma le bollette successive erano comunque alte. Con la crisi energetica in estate abbiamo subito anche l’aumento della luce e, a quel punto, non ce l’abbiamo fatta più a sostenere le spese e abbiamo staccato le utenze». Un distacco che per la Bocciofila vuol dire stop all’attività a Rieti, con l’unica soluzione di cercare una struttura alternativa anche in un altro comune della provincia. 
SOLDI BLOCCATI 

Fin qui tutto sembra identico alle mille storie raccontate in questi mesi ma, scavando, si scopre che il caso della Bocciofila ha del paradossale. «I soldi per pagare ci sono. Ce li deve dare il Comune, così come li deve dare anche ad altre società sportive», afferma Masci che spiega: «Qualche anno fa aderimmo ad una iniziativa rivolta alle realtà come la nostra. Le società che usufruivano di impianti comunali e decidevano di intestarsi le utenze avrebbero avuto qualcosa in cambio, ovvero l’Ente avrebbe provveduto ad erogare in forma di ristoro una cifra di circa cinquemila euro l’anno». Soldi sufficienti a tamponare l’emergenza, soprattutto di questi tempi. Nel caso della Bocciofila la voltura delle utenze fu fatta nel 2016 e si attendono i soldi fino al 2019: quattro anni in tutto per un totale di circa 20mila euro. «Ad aprile del 2022 – dice Masci – il Comune ha perfezionato le cifre da destinare alle varie società, provvedendo ad una sorta di conguagli e ristori vari. La nostra cifra è stata confermata, ma quei soldi non sono ancora arrivati». 
Da aprile i fondi sono bloccati in Comune, nessuno ha provveduto a fare gli atti per l’erogazione e, ad ottobre inoltrato, la strada è stata, purtroppo, una sola. «Noi non possiamo sostenere le spese – conclude Masci – e reggeremo ancora pochi giorni. Quando cambierà l’orario e servirà più luce e riscaldamento, non saremo più in grado di reggere». Con la Bocciofila che si trasferisce altrove, cessa anche l’attività di una squadra di bocce formata da portatori di handicap, iscritta al Comitato paralimpico italiano, che non potrà usare altro impianto. Un vero peccato per un progetto sociale della città, stroncato dalla burocrazia.

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