Rieti, il riconfermato assessore Oreste De Santis: «Rapporti umani centrali»

L'assessore Oreste De Santis
di Sabrina Vecchi
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Domenica 31 Luglio 2022, 00:10

RIETI - «Insomma, si finisce in bellezza». Si scherza con Oreste De Santis, che chiude la carrellata di interviste conoscitive sui profili degli assessori delle nuova giunta del Comune di Rieti. Costruttore edile «praticamente da sempre, avevo 22 anni», De Santis era già assessore al Personale con l’uscente amministrazione Cicchetti, e le sue 612 preferenze lo hanno portato a essere riconfermato dagli elettori e dal nuovo corso di Daniele Sinibaldi, con l’aggiunta della delega alla Polizia municipale. «Sono felice di questo nuovo incarico ed entusiasta del risultato elettorale, secondo solo a quello di Fabio Nobili: dopo tanti anni è una cosa importante che la gente ti riconfermi la fiducia». Militante in politica da oltre quarant’anni, De Santis prima di approdare nella Lega è stato nel Movimento sociale italiano, poi in Alleanza nazionale e quindi candidato in liste civiche. «La politica è la mia grande passione, insieme al lavoro. Mi alzo molto presto, sbrigo le cose in ditta e poi vado in Comune. Mi capita di telefonare ai collaboratori anche alle 6.30, non mi accorgo dell’orario, poi mi tocca sempre scusarmi».

Le prospettive. Per i vigili urbani, De Santis riflette sull’oggettiva carenza di organico, ma loda la capacità degli agenti presenti di «saper lavorare con capacità ed entusiasmo, mantenendo lo stesso sicura e ordinata la città». In arrivo due nuovi agenti per settembre, poi si vedrà come integrare ancora. «E penso anche alla loro formazione. Vorrei che facessero un corso specifico per essere pronti a qualsiasi evenienza, penso al caso dei finanzieri aggrediti: anche i vigili portano notifiche a domicilio, bisogna pensare alla loro sicurezza». Si pensa all’idea di portare la Municipale nelle scuole, per avvicinare la figura del vigile urbano ai ragazzi e sensibilizzarli contro la droga, «che a Rieti sta aumentando», e alcolismo. In quanto al resto del personale comunale, entro settembre prenderanno posto i 18 vincitori di concorso: «Anche in Comune siamo sotto organico, i dipendenti sono 275 quando dovrebbero essere 315. Vedremo in futuro come trovare i fondi per potenziare l’organico». De Santis ci tiene a specificare più volte il concetto dell’importanza dei rapporti umani: «Per me la famiglia è sacra, se non li sento ogni sera sto male. Allo stesso modo sono fondamentali le relazioni con le persone, conosco i dipendenti uno per uno, e con essi le loro caratteristiche. Ormai capisco al volo se mi stanno dicendo una cosa vera o stanno aggirando la questione, mi basta uno sguardo: generalmente chi ha voglia di lavorare non crea mai problemi». Sessantotto anni, una moglie «rassegnata alla mia passione per la politica», e due figli adulti, De Santis collabora per la parte della ditta di costruzioni con il figlio ingegnere, «a cui lascerò le redini». Per l’assessore, una concezione di vita e di lavoro che non può prescindere dal contatto diretto con la città e con i suoi abitanti: «Sorrido quando vedo persone che vogliono amministrare senza sapere quanto costa un chilo di pane, senza conoscere lo stipendio di un operaio o senza aver mai lavorato in tutta la vita. La gente vuole amministratori che vivano insieme a loro, che ascoltino le loro esigenze e si confrontino su ogni cosa: in politica devi essere umile e semplice, se sei chiuso e arrogante l’elettore ti punisce, e ha ragione di farlo». Originario del Cicolano, località Sant’Ippolito, «ci tengo particolarmente», Oreste De Santis ha pochi interessi che non siano la politica e il lavoro, ma segue con una certa affezione il Milan e la Ferrari, con «una simpatia» per la Lazio. «Mangio poco e bene, con una grande attenzione ai prodotti genuini del nostro territorio. Insieme a moltissime altre cose, Rieti ha una miriade di potenzialità, non si capisce perché non riusciamo a farla decollare. Io - come sempre - ce la metterò tutta». Il veterano degli scranni De Santis riconosce una nuova giunta comunale assortita e piena di voglia di fare: «Il sindaco Daniele Sinibaldi sta facendo un gran lavoro, è sempre presente, attivissimo, vedremo cosa riusciremo a fare tutti insieme per questa città». Tra le chiacchiere, un ringraziamento esplicito ad Antonio Cicchetti, che l’assessore prega di mettere nero su bianco: «Lo voglio ringraziare pubblicamente, è stato un sindaco molto capace, ha rispettato sempre i patti con i cittadini: il migliore mai ricordato per questa città. E adesso caffè?». Il caffè si prende in un bar di Campoloniano, il suo “regno”: «Qui è un microcosmo, una zona dove abitano circa 13mila persone, che ha dato respiro all’intera città, se si pensa che il centro storico conta solo qualche migliaio di abitanti. Sono rimasti solo pochi lotti da edificare, lo so bene perché praticamente un terzo del quartiere l’ho costruito io». Ci salutiamo dopo il caffè al vetro preparato senza aver bisogno di chiederlo, «qui mi conoscono tutti a memoria», poi lo lascio ad altre chiacchiere: «Tutto il giorno lo trascorro dialogando: non è forse questo il bello della vita?».

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