Rieti, Asm. Vendita delle farmacie: scatta la diffida delle minoranze

Farmacia Asm
di Antonio Bianco
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Mercoledì 19 Maggio 2021, 00:10

RIETI - A due mesi dal via libera del consiglio comunale, la vendita delle tre farmacie Asm torna a occupare la cronaca politica. Nei giorni scorsi, le opposizioni, e non solo, hanno protocollato in Comune una «diffida a provvedere», affinché si ritiri «tempestivamente» la delibera numero 9 del 2021. E - si legge nel documento - «le conseguenti direttive vincolanti nei confronti di Asm, al fine di ricondurre l’azione amministrativa nell’alveo della legittimità». L’obiettivo sarebbe quello di evitare un «danno erariale». Resta fermo, per la minoranza, che qualora non ci fosse risposta entro dieci giorni, «i sottoscritti dovranno loro malgrado, a tutela dell’interesse pubblico, che è nel loro mandato proprio curare, procedere alle doverose segnalazioni alle autorità competenti». La diffida porta la firma dei consiglieri di opposizione Simone Petrangeli, Mauro Rossi, Elena Leonardi, Alessio Angelucci (Rieti città futura), Carlo Ubertini (Psi), Roberto Casanica (Cinquestelle), Giovanni Ludovisi (Possibile) e Andrea Sebastiani (gruppo misto).

Le motivazioni
I firmatari del documento ritengono che, qualora si arrivasse «alla cessione delle farmacie finora affidate all’Asm alle condizioni e modalità risultanti dalla delibera consiliare, non si perseguirebbe l’interesse del Comune di Rieti e della collettività di riferimento». Ma, al contrario, si recherebbe «un pregiudizio economico all’ente e, di conseguenza, ai suoi cittadini». I consiglieri comunali ripercorrono poi tutte le tappe che hanno portato Palazzo di città ad affidare le tre farmacie all’azienda di via dei Donatori di Sangue. Dopodiché tornano sul fatto che la delibera comunale assegnerebbe alla Asm «la gestione, non la titolarità, di tutte e tre le farmacie». La conferma si troverebbe nella stessa delibera che al punto quattro riferisce della «titolarità fino ad oggi in capo al Comune di Rieti». Non solo. Il ruolo di Asm, quale affidataria della gestione delle farmacie comunali, sarebbe «confermata dalla ricognizione periodica delle partecipazioni pubbliche». Sempre secondo gli esponenti di opposizione, la delibera approvata due mesi fa vanificherebbe l’interesse del Comune «a realizzare il massimo risultato sotto il profilo economico finanziario e di efficienza». Perché la stessa delibera prevedrebbe «il trasferimento della titolarità comunale delle tre farmacie senza contemplare alcuno incasso diretto in favore del Comune». E questo per i firmatari comporterebbe un «danno» per l’ente di piazza Vittorio Emanuele II, «come aveva avvertito l’organo di revisione economico finanziaria dell’ente».

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