Rieti, ascensore del centro: ora il Comune ricorre al Tar

L'ascensore in piazza Cesare Battisti (foto MELOCCARO)
di Antonio Bianco
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Martedì 19 Ottobre 2021, 00:10

RIETI - L’apertura dell’ascensore pubblico, che dovrà collegare via San Pietro Martire con piazza Cesare Battisti, finisce davanti al Tar del Lazio. Il Comune ha incaricato un proprio legale di preparare il ricorso al tribunale amministrativo «con richiesta di misura cautelare» contro la «nota» dell’Ustif, l’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi del ministero delle Infrastrutture, che deve dare l’ok all’apertura dell’impianto elevatore. Al centro del contenzioso, la dichiarazione di conformità dell’ascensore. È tutto messo nero su bianco nella determina numero 1950 del 21 settembre e pubblicata sull’albo pretorio nei giorni scorsi.

I passaggi
Ma ecco i fatti: con nota protocollata il 14 luglio scorso, l’Ufficio ministeriale ha confermato la necessità che l’ascensore pubblico di via San Pietro Martire debba essere dotato di una dichiarazione di conformità - si legge nella determina dell’Ufficio contenzioso del Comune - «redatta in ossequio agli standard di sicurezza di cui alla normativa Uni En 81-20». E ha rigettato la richiesta di apertura dell’impianto avanzata da Palazzo di città, «viceversa fondata su una dichiarazione di conformità redatta dalla Kone spa in data 24 luglio 2017». E basata invece sulla normativa Uni En 81-1, che - secondo il Comune - sarebbe applicabile per l’ascensore di piazza Cesare Battisti, in quanto collaudato prima del 1° settembre 2017, data dalla quale è divenuta obbligatoria l’applicazione della nuova normativa Uni En 81-20 (emanata nel 2014). Per l’ente di piazza Vittorio Emanuele II, dunque, «le dichiarazioni di conformità redatte nel periodo di coesistenza delle due norme, e dunque prima del 1° settembre 2017, possono essere riferite agli standard di sicurezza sia dell’una che dell’altra normativa». La palla dunque passa ora ai giudici amministrativi di Roma. Ma che qualcosa si muovesse in tal senso l’aveva fatto intendere l’assessore all’Urbanistica, Antonio Emili, che nelle precedenti dichiarazioni rilasciate al Messaggero, in merito all’ascensore, aveva detto: «A breve ci saranno novità, il nostro interesse è tutelare la città». Le parole di Emili oggi assumono un nuovo significato. L’ascensore, intanto, doveva entrare in funzione già dalla scorsa primavera, ma ora a fare slittare i tempi c’è il contenzioso con l’Ufficio del ministero. Il progetto prende le mosse dal lontano 2013 con i programmi Plus (Piano locale e urbano di sviluppo) e ha visto una serie di battute di arresto. La prima scadenza per la realizzazione dell’ascensore era stata fissata al 31 dicembre 2015, poi slittata al settembre 2016 e quindi al novembre 2017. Nell’ottobre 2018, la nuova giunta Cicchetti avvia a risoluzione del contratto con la vecchia ditta appaltatrice per un «ritardo» nell’esecuzione dei lavori e si arriva così all’affidamento dell’opera ad una nuova società. Non solo. Agli inizi del 2020 viene rifatta anche la pavimentazione della porzione di piazza limitrofa all’impianto. Il resto è storia nota.

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