Rieti, Silvia Sinibaldi centra la laurea dopo 6 mesi di studio in Argentina: «Esperienza unica»

Silvia Sinibaldi
di Lorenzo Quirini
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Domenica 9 Agosto 2020, 10:43

RIETI - Un’esperienza di studio in Argentina, poi il lockdown e la laurea per via telematica: così si conclude la prima fase del percorso universitario della reatina Silvia Sinibaldi, classe ’98, neolaureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Bologna.

Per lei 3 anni densi di esperienze, che fanno da trampolino di lancio per i nuovi progetti, dettati anche dalla significativa parentesi in Sudamerica: ora pensa alla magistrale e nel futuro sogna di lavorare per le Nazioni Unite.

Silvia, per lei si chiude una parentesi importantissima, che l’ha portata addirittura in Argentina con il progetto “Overseas”. Ma questa non è stata la sua prima esperienza all’estero…
«In realtà ho capito che avrei voluto viaggiare quando facevo il quarto anno delle superiori. Avevo 17 anni e passai un’estate a Londra, completamente sola: all’inizio non è stato facile, ma è stata un’esperienza che mi ha formato ed al mio ritorno ero certa che prima o poi sarei partita di nuovo».

E l’occasione è arrivata nel luglio dello scorso anno: destinazione Buenos Aires. Cosa le ha lasciato questa avventura?
«Mi ha sicuramente schiarito le idee, anche su quale strada intraprendere dopo gli studi. In Sudamerica ho visto povertà come mai prima di allora; quando ero lì un euro era arrivato a corrispondere a 93 pesos: praticamente potevo permettermi una cena più che abbondante con l’equivalente di 7 euro. Questo insieme di cose ha fatto nascere in me la consapevolezza di voler lavorare per un’organizzazione internazionale, per aiutare queste persone. Ovviamente quest’esperienza di 6 mesi a Buenos Aires mi ha permesso anche di fare un paragone tra il sistema universitario italiano e quello argentino. È qualcosa di totalmente diverso: lì gli studenti si occupano moltissimo di politica, non era raro che durante la lezione qualcuno venisse a chiedere dei voti o addirittura dei soldi per fondare dei centri e per altre iniziative. Per non parlare del fatto che all’interno della mia università c’era anche chi vendeva salumi e formaggi (ride)».

Differenze che si riscontrano anche sulle modalità di studio…
«Il loro approccio è molto più pratico del nostro. Inizialmente è stato un po’ difficile: loro fanno moltissimi lavori scritti, mentre in buona parte delle università italiane gli esami sono soprattutto orali. Non mi era mai capitato di scrivere tanto prima di allora, ma con il tempo mi sono abituata e sono entrata in quell’ottica».

Cosa le manca di più dell’Argentina?
«Senza dubbio Buenos Aires, la metropoli. È stato fantastico vivere in una realtà multiculturale ed estremamente stimolante, dove nessuno discrimina nessuno e c’è una grande libertà».

Ma meno di due mesi dopo il suo rientro in Italia ha dovuto fare i conti con una realtà opposta, come quella del lockdown…
«L’arrivo del virus è stato uno shock: in Argentina vivevo da sola ed ero abituata ad uscire tutti i gironi per scoprire qualcosa di nuovo, ma dopo circa un mese dal mio ritorno in Italia mi sono ritrovata in lockdown. Ovviamente il fatto che non si potesse uscire è passato in secondo piano rispetto alla preoccupazione per il virus, che ha coinvolto tutto il mondo dal punto di vista sanitario ed economico. La povertà che ho potuto vedere in Sudamerica diventerà ancora più pesante: anche se non vivo più lì, la cosa mi lascia un grande dispiacere perché quei luoghi mi sono rimasti nel cuore».  

Che effetto le ha fatto conseguire la laurea online?
«È stato strano da affrontare, ma l’università è stata efficiente. La laurea di per sé è stata un po’ “fredda”: come in molte altre occasioni, sono mancate le strette di mano ed i contatti; in effetti quasi non mi sento laureata a tutti gli effetti (ride), ma sono contenta di aver concluso la prima parte del percorso, che proseguirò anche con la magistrale».

E ha in mente altre esperienze di studio all’estero?
«Mi piacerebbe andare in Sudafrica o anche in Australia (sorride). Credo che occasioni di questo genere, quando si presentano, vadano prese al volo: spero di riuscire a realizzare anche questo proposito». 

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