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Antrodoco, nuovo turismo e scuola nella sfida elettorale ai piedi del monte Giano

Antrodoco
di Raffaella Di Claudio
5 Minuti di Lettura
Giovedì 9 Giugno 2022, 00:10

RIETI - Il termometro ad Antrodoco segna 19 gradi e lungo corso Roma si passeggia con il sottofondo delle voci provenienti dalle finestre aperte e dell’acciottolio dei piatti e tazzine dei bar. Gli ombrelloni della storica gelateria Serani sono già aperti e sotto, con un gruppo di concittadini, c’è Sandro Grassi, uno dei due candidati sindaco. Scegliamo un tavolo con vista su piazza del Popolo e cominciamo a tirare le somme di questa campagna elettorale. «È stata tranquilla - riconosce Grassi, che ci riprova dopo la vittoria del 2012 e la sconfitta del 2017 - senza attacchi personali e, seppure a volte con tono polemico, si è parlato di atti e non di persone». Gli ultimi anni li ha trascorsi sui banchi dell’opposizione, dai quali è mancato solo durante la lunga riabilitazione a seguito del grave incidente in moto nell’agosto del 2020. È l’unico momento in cui, a ricordare la paura, il dolore, le difficoltà di quel periodo, la fede nella Madonna delle Grotte di Antrodoco, i suoi occhi si riempiono di lacrime. Da quella data, giro di boa che ha ristabilito priorità della vita, sulla moto non è più salito. «Mi commuovo solo a parlare di quella parte del mio vissuto», assicura. Per il resto si dice agguerrito. «Quando ho perso, ho deciso di lasciare alla nuova amministrazione il tempo per dare prova di quello che aveva promesso di fare - spiega - poi ho constatato che nulla è stato fatto. Neanche le opere che avevamo lasciato noi da completare. Rileviamo un immobilismo completo e un isolamento dal resto dei Comuni limitrofi. Il distretto scolastico è stato trasferito a Cittaducale, cosa gravissima cui cercheremo di riparare. Rispetto alla Salaria, traiettoria sulla quale si gioca lo sviluppo del territorio per i prossimi 20 anni, il Comune di Antrodoco è ancora silente. Nessuno conosce la posizione dell’Amministrazione, invece la condivisione è fondamentale. E crediamo, pure, sia poco credibile la sfilza di interventi da Pnnr che stanno sfoggiando».

Lo scenario. Di cose da fare, per gli antrodocani ce ne sono. Raffaele, 37 anni, sottolinea la necessità di «far ripartire la città. Sarà stato il sisma, il Covid, ma ci sono centinaia di case chiuse. Serve farla rivivere: è ricca di bellezze da visitare, attraendo turisti e, soprattutto, riportando le persone a vivere qui». Quando ci avviciniamo, Stefano, 52 anni, premette che «servirebbe un papiro per scriverle tutte». Il punto dolente è anzitutto «il trasferimento della scuola sotto la presidenza di Cittaducale», poi i servizi. «Ci sono tante persone di Roma - dice - che vorrebbero trasferirsi, ma mancano i collegamenti. Dal punto di vista turistico le terme di Antrodoco sono bloccate dalla fine degli anni ‘80, erano frequentatissime anche dai vip, poi più nulla. Ci sono molte situazioni sulle quali intervenire. Basti vedere il fiume Velino, dove per un rimpallo di competenze, è pieno di erba con i rischi che ne conseguono in caso di pioggia». Proseguendo lungo corso Roma, prima dei giardinetti, c’è un fruttivendolo ambulante, quando si avvicina la signora Emilia, ad Antrodoco da 25 anni, le domandiamo cosa dovrebbe fare un sindaco una volta eletto. «Loro lo sanno quello che c’è da fare - sentenzia lapidaria - non è vero Immacola’?». «Certo che è vero», risponde Immacolata mentre si accinge a scegliere frutta e verdura. «C’è tanto fare, sia dal punto di vista del turismo, perché tra il terremoto e il Covid è sparito, che dei servizi. Qualcosa hanno fatto ed è giusto riconoscerlo, ma tanto ancora serve». Quando riscendiamo verso il municipio, cerchiamo riscontro nel primo cittadino Alberto Guerrieri. È nella sua stanza assorbito nelle tante pratiche amministrative ancora da sbrigare. Invia l’ultimo messaggio, poi si accomoda nella poltrona della sua scrivania. «Sono giorni ovviamente indaffarati - ammette - per tentare di contattare tutti i cittadini ai quali ho cercato di far capire, e credo di esserci riuscito, che abbiamo lavorato su una programmazione di interventi pubblici molto ricca. I primi risultati sono già arrivati durante il mandato e molti altri arriveranno nel primo anno del nuovo. Sono speranzoso perché credo che i cittadini abbiamo compreso il lavoro fatto». Dal 2017 a oggi sono successe tante cose. «Molte brutte - evidenzia Guerrieri - sono stati anni difficilissimi tra il post terremoto, l’incendio del monte Giano, la pandemia. Non è stato un mandato fortunato, ma i momenti più belli coincidono con tutte le volte che siamo riusciti ad aiutare le persone più fragili in emergenza». La sua squadra sarà nel segno della continuità, ma anche del rinnovamento con professionisti e giovani «che si occupino del turismo sul quale stiamo credendo parecchio. Abbiamo inaugurato l’ostello che ci sta aprendo alla frequentazione di mentalità differenti. Antrodoco - prosegue - è sempre stata bella e lo sta diventando ancor più grazie ai recuperi del sisma». Alla rinnovata sfida con Grassi arriva «più stanco»: è insieme amministratore e candidato. Un carico di responsabilità «che assumo con piacere - assicura - perché la vita amministrativa necessariamente deve continuare. Abbiamo da aggredire tutti i bandi del recovery fund e queste sono settimane cruciali». Anche perché i cittadini chiedono risposte celeri e puntuali. «E devono fare così - ribatte, senza sottrarsi, Guerrieri. - Non devono essere avari, perché il nostro dovere di amministratori è soddisfare le esigenze di cambiamento di questo paese».

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