Amatrice, agricoltori e allevatori del cratere: ecco la maxi stangata delle bollette

La bolletta
di Marzio Mozzetti
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Giovedì 2 Dicembre 2021, 00:10

RIETI - Arriva la bolletta dell’energia: per allevatori e agricoltori del cratere, un pesante ritorno alla realtà. Sono state le uniche categorie che durante i duri mesi del post sisma non hanno potuto abbandonare il territorio, ma sono dovute rimanere a presidio degli animali e dell’attività trainante del territorio. A lanciare l’appello è Sonia Santarelli, che gestisce l’omonima azienda agricola e agriturismo in frazione Torrita di Amatrice. Con la ripresa della fatturazione, seppur con le agevolazioni in vigore finora per le aree del cratere, è comunque un brusco risveglio. 
«Il territorio del cratere deve ripartire: le aziende agricole, gli allevamenti che, ovviamente, hanno lavorato anche il 24 agosto 2016, sono per i territori dell’Appennino una forza trainante irrinunciabile - spiega Santarelli. - Mi sembra che su questa posizione siano tutti d’accordo. Una mattina, però, ti viene recapitata la bolletta dell’energia elettrica dei consumi dal 24 agosto 2016 al 10 ottobre 2021, con un importo di 6.0615,06 euro: il respiro si spezza, ma continui a leggere. Tale cifra verrà rateizzata in 120 rate, di circa 60 euro ciascuna. La rateizzazione, da un punto di vista sostanziale, non cambia nulla, l’azienda dovrà sostenere comunque un costo ulteriore».

La considerazione
Da qui la considerazione e la proposta. «Noi sappiamo cosa sia lavorare in una struttura provvisoria, in montagna, dove nevica, quando le temperature scendono anche a meno 40 gradi - prosegue Santarelli. - Per gli allevatori che hanno continuato ad accendere quegli interruttori, per coraggio o paura di non riaccendere più quella luce, e che dopo quasi 6 anni ancora nel disagio sono determinati ad accendere quell’interruttore, credo che sarebbe necessario azzerare gli importi e non rateizzare: questo significa supportare gli imprenditori agricoli. Il mio non è uno sfogo personale, ma una richiesta per tutti gli allevatori del cratere, che anche domani mattina accenderanno quell’interruttore». In alcuni casi, tra questi allevatori c’è anche chi ha dovuto usare in emergenza strutture temporanee e container per riscaldarsi o per rimanere vicino agli animali e si è trovato a dover affrontare consumi di corrente anche per esigenze personali del momento, come nel caso di un agricoltore e allevatore della zona che si è visto recapitare oltre diciottomila euro di consumi. 
«Confidiamo che sarà possibile avere un aiuto di qualche tipo - confessa. - È vero che quei consumi sono derivanti dalla nostra attività ma, anche se a rate, è comunque un costo che viste le incertezze del nostro lavoro qui in montagna, è difficile affrontare. Speriamo vivamente che con il Pnrr o con altri provvedimenti similari, possano arrivare degli aiuti concreti per chi ogni giorno cerca di rimanere radicato su questa terra».

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