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Regionali: Pirozzi non molla ma cade
sul fascismo poi si scusa: in casa
ho solo il busto di Padre Pio
Refrigeri e Pariboni per il Pd

Regionali: Pirozzi non molla ma cade sul fascismo poi si scusa: in casa ho solo il busto di Padre Pio Refrigeri e Pariboni per il Pd
di Mario Bergamini
3 Minuti di Lettura
Domenica 14 Gennaio 2018, 08:33 - Ultimo aggiornamento: 14:07

RIETI - Sergio Pirozzi non ha nessuna intenzione di mollare, neppure se glielo chiedesse Berlusconi in persona, e ora dopo ora la sua candidatura alla presidenza della Regione Lazio prende consistenza, anche per gli imbarazzi del centrodestra a trovare un candidato spendibile e in grado di riunire le varie anime dello schieramento. «Nessuna legge dello Stato vieta una mia candidatura - ha detto ieri il sindaco di Amatrice, intervistato da Klaus Davi nel programma Klaus Condicio - per fortuna viviamo in una democrazia. Se Berlusconi mi chiamasse ad Arcore ci andrei».

IL «NO» DI BERLUSCONI?
«E se mi chiedesse personalmente di non candidarmi gli direi in faccia che non rinuncio. Che non cambio idea. Non sono una persona che gioca con certe cose». Prossimo mossa? Il nome forte che Berlusconi dice di avere per il Lazio, se davvero esiste. Ma l’impressione che cresce è che il nome di Pirozzi, alla fin fine, possa anche andar bene al centrodestra, in quanto il sindaco di Amatrice può fungere da parafulmine ai partiti della coalizione in caso di sconfitta. «Noi l’avevamo detto, non era lui il nostro candidato. Ha diviso invece...», e via commentando.

LA CADUTA SUL FASCISMO
Su Pirozzi, nella giornata di ieri, si sono intanto concentrati gli strali del Pd, per delle frasi sul fascismo pronunciate alla trasmissione di Davi. Eccole: «Credo che le opere pubbliche realizzate durante il fascismo siano state una cosa positiva per il Paese, lo ha fatto vedere anche Rai3. Mentre tra le cose sicuramente brutte colloco le leggi razziali». Apriti cielo. Uno dei primi a reagire è stato il vicesegretario del Pd laziale, Enzo Foschi. «Il candidato di Storace e Alemanno esalta le gesta del Duce. L’Italia distrutta dalla guerra e i milioni di morti per Pirozzi forse furono dettagli. Un simile personaggio sarebbe da isolare, non da convergerci sopra in un’alleanza. Mi chiedo come sarà possibile per Forza Italia e Berlusconi, che si rifanno al popolarismo europeo, convergere su un esponente che fa del Duce la sua stella polare».

LA REPLICA
In serata è giunta la risposta di Pirozzi: «Gli amici di Zingaretti che strumentalizzano le mie parole, stravolgendo il senso e invitando Forza Italia a non sostenermi, hanno visto i sondaggi e hanno paura. E’ una vicenda squallida, che dimostra cosa è il centrosinistra, che sa solo odiare e mentire per mantenere il potere. Ho detto chiaramente che le leggi razziali sono state una sciagura e dietro alla mia scrivania ho solo il busto di Padre Pio».

I CANDIDATI DEL PARTITO DEMOCRATICO
Rimanendo nel campo Pd, la direzione provinciale ha sciolto i nodi - senza sorprese - sui candidati locali alle Regionali. Saranno l’assessore regionale uscente, il mirtense Fabio Refrigeri e l’ex vicesindaco, attuale capogruppo nel consiglio comunale di Rieti, Emanuela Pariboni. Il partito ha poi espresso «un ringraziamento a Daniele Mitolo per il lavoro svolto. In questi cinque anni - si legge in una nota - ha rappresentato con serietà e competenza le istanze del territorio, contribuendo al raggiungimento degli ottimi risultati del governo Zingaretti. Il suo ruolo di coordinatore della campagna elettorale lo vedrà parte attiva in questo importantissimo appuntamento».

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