Coronavirus, l'ex Real Rieti
Franco Mandarino racconta
l'emergenza a Bergamo:
«Ho perso tanti amici»

Martedì 21 Aprile 2020 di Mattia Esposito
Franco Mandarino
RIETI - Quella del professor Franco Mandarino è una carriera lunga, fatta di successi, sia nel mondo del calcio, tra i professionisti, lavorando a lungo con Cesare Prandelli, sia nel futsal. Con il Real Rieti ha conquistato il primo trofeo amarantoceleste, la Winter Cup, giocando una semifinale scudetto e prendendo parte ad Almaty, in Kazakistan, alla spedizione amarantoceleste nella Uefa Futsal Cup.

Ed è proprio lui, bergamasco, a raccontare un momento difficile per l'Italia, ma soprattutto per la sua terra: «Come ormai tutti sanno a Bergamo esistono due zone ben distinte in due località che sono Alzano Lombardo e Nembro, poco distanti da Bergamo. Alzano è una piccola capitale industriale, contatti di ogni tipo, vai e vieni da ogni parte del mondo. Nembro invece oltre a questo è una delle città più vive e frequentate della zona. Già a dicembre qui i medici avevano riscontrato delle polmoniti anomale, pensando fossero una evoluzione del ceppo influenzale. Io a Bergamo ho mio padre, ha 95 anni, è in isolamento e totale autogestione, devo dire che fortunatamente se la cava benissimo,ma non lo vedo dal 25 febbraio, l'ultima volta che da Pescara, città dove ormai vivo, sono riuscito ad andare a fargli visita. Sono lui e mio fratello a raccontarmi quello che accade, tenendomi informato con giornali e tv. Una cosa però posso dirla: ho perso tanti amici in questi giorni, gente che ha fatto parte della mia vita in modo importante, il mio allenatore del settore giovanile, compagni di scuola. Amici, ho perso tanti amici».

Franco Mandarino risponde da Pescara, città dove insegna educazione motoria presso l'Istituto Coreutico Musicale, ed ha appena terminato una videolezione con i suoi studenti: «Rimango alquanto dispiaciuto dall'incertezza delle persone preposte alla tutela della nostra salute che hanno sottovalutato e ignorato la gravità della situazione - continua Franco Mandarino - ma questi sono contesti e situazioni che non spetta a me criticare. Questa emergenza sta cambiando profondamente le nostre vite e anche il mio ambito, lo sport, mettendoci nelle condizioni di imparare una lezione importante per il futuro».

Non solo la nostra vita quotidiana, completamente stravolta, ma Franco Mandarino si concentra anche su quello che è l'impatto nel mondo dello sport: «Immaginate quanti atleti, di molte discipline, sono in una situazione particolare. Quelli che per esempio hanno una programmazione a scadenza per le Olimpiadi e vedono il loro lavoro vanificato. Le capacità condizionali degli sportivi hanno necessità di essere “alimentate” con microcicli di allenamenti, molti video riprendono atleti che in casa si inventano esercizi e movimenti, ma non potranno mai compensare alla mancanza della gestualità rapportata allo sport praticato.Con questo voglio dire che ogni squadra, ogni staff dovrà essere molto brava e capace di ricondizionare i propri atleti con una preparazione ad hoc. L’inattività obbligata, e ormai siamo quasi a più di un mese, si farà sentire con tantissimi infortuni, in quanto ci sarà la necessità di fare tutto in fretta non dando al fisico il giusto tempo di riadattamento, e soprattutto del giusto recupero funzionale».

Nella sua lunga ed importante carriera Franco Mandarino, come detto, ha lavorato al fianco di tecnici di prima fascia come Cesare Prandelli nel calcio, anche in squadre importanti come per esempio l'Hellas Verona, tra calcio e futsal ha conosciuto e vissuto tante realtà, tra le quali quella del Real Rieti, alla quale dedica un pensiero: «Rieti ha per me un sapore particolare, ho avuto il piacere e l'onore di conoscere la città, le sue persone, il suo movimento sportivo e mi auguro possa risentire il meno possibile di questa situazione. Ho vissuto il Real Rieti in modo integrale, coinvolgente, dalla finale scudetto all'avventura in Champions League. Ritengo di aver conosciuto persone uniche, on grande passione e professionalità, ed è per questo che ritengo che il Real Rieti abbia tutte le carte in regola per poter contrastare in modo adeguato questo momento. Con questa opportunità colgo anche l’occasione per inviare un grande saluto e un abbraccio forte a tutti i reatini».  © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Roma deserta, i controlli e la storia di Marta abbandonata in strada dai vigili (come in una favola)

di Pietro Piovani