Prostituzione all'Hotel Blu, in aula testimoniano due escort brasiliane

Prostituzione all'Hotel Blu, in aula testimoniano due escort brasiliane
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Giovedì 28 Ottobre 2021, 00:10

RIETI - Doppi, tripli profili, annunci ampiamente descrittivi e accattivanti sui propri cavalli di battaglia sotto le lenzuola, gallerie di foto osè e il proprio numero di cellulare per essere contattare e fornire precise istruzioni ai clienti su come introdursi all’interno dell’albergo. Così - in rete e a letto - operavano le disinibite donne degli annunci nelle stanze dell’Hotel Blu di via Salaria per L’Aquila.

Parlano le donne. Dopo la sfilata dei clienti, in aula è la volta delle escort che, all’interno delle camere della struttura ricettiva, svolgevano attività di meretricio e prostituzione. Davanti al collegio del tribunale di Rieti (presidente Carlo Sabatini, giudici a latere D’Ammando e Marinelli) due bionde brasiliane, una 55enne, l’altra di 58 anni. Nelle loro deposizioni dettagli su tariffe pagate per l’alloggio presso la struttura di via Salaria per L’Aquila, il numero dei clienti ricevuti quotidianamente e i brevi-medi periodi di soggiorno nel capoluogo sabino per svolgere l’attività di prostituzione

Le testimonianze. C’era chi transitava all’Hotel blu solo per qualche giorno e chi rimaneva anche per una settimana. La permanenza era anche legata all’intensità e al profitto dell’attività di prostituzione considerando che – come affermato dalle due brasiliane le quali tra l’altro non operavano in “fascia notturna” – potevano ricevere due o tre clienti in un giorno fino anche ad un massimo di otto. Le tariffe del soggiorno in Hotel erano spesso forfettarie o di circa 30 euro al giorno. 
Entrambe – come anche poi confermato dagli stessi clienti nella precedente udienza – avevano pubblicato piccanti annunci erotici sulla pagina internet del sito “Bakecaincontri” con foto più o meno sessualmente esplicite e dettagliate descrizioni delle loro migliori performance. Inoltre - per moltiplicare esponenzialmente la possibilità di calamitare vogliosi clienti - si registravano nella pagina internet di quella sorta di catalogo hard online con più profili, tutti ovviamente diversi, ma con il medesimo numero di telefono. Utenze dove poi venivano contattate telefonicamente o per messaggio.

Aggiornamento. Udienza che si aggiorna al prossimo mese di aprile e nella cui sede verranno escusse altre donne che avrebbero adescato clienti nelle calde stanze del tre stelle reatino, dove le indagini condotte dalla squadra Mobile di Rieti avevano accertato un giro di prostituzione da parte di donne e transessuali di nazionalità straniera, tanto che, nell’agosto del 2018, era stata decretata la chiusura per 15 giorni dell’Hotel blu disposta dall’allora questore, Antonio Mannoni per motivi di sicurezza sociale, moralità e buon costume. 
In quell’occasione era stato denunciato il titolare per omissione della comunicazione in Questura circa le generalità di alcune persone alloggiate in hotel. Due gli imputati, padre e figlio, il primo ritenuto il titolare dell’attività alberghiera, entrambi assistiti dall’avvocato Emanuele Lino Chiarinelli del foro di Rieti.

Violazione della legge Merlin. Nei loro confronti viene contestata dalla Procura il reato di prostituzione in attività aperta al pubblico in riferimento alla nota legge Merlin del 1958. Negli annunci web non era mai specificato quale fosse il luogo fisico dell’incontro. I testimoni-clienti avevano tutti riferito di essere acceduti seguendo indicazioni fornite dalle donne in quanto gli annunci erano meramente descrittivi e non fornivano indicazioni del luogo di prostituzione che, nella maggior parte dei casi, avveniva in assenza del titolare con le prostitute che facevano accedere i clienti dal retro fornendo telefonicamente tutte le indicazioni in tempo reale.

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