Nuova luce a Porta Romana ma restano troppe ombre sull'operazione sponsorizzazioni ai giardini dell'Esedra

Nuova luce a Porta Romana ma restano troppe ombre sull'operazione sponsorizzazioni ai giardini dell'Esedra
di Emanuele Laurenzi
3 Minuti di Lettura
Giovedì 2 Settembre 2021, 00:10

RIETI - «Porta Romana e l’Esedra dell’architetto Cesare Bazzani sono ancora più belle grazie alla nuova illuminazione, voluta dal Comune e realizzata da Engie senza costi aggiuntivi per l’Ente». Parole del sindaco Antonio Cicchetti che, due sere fa, sono state pubblicate sul suo profilo facebook sotto ad alcune foto che lo ritraevano a piazza della Repubblica. Una prova di accensione, effettuata insieme all’assessore Antonio Emili, da esaltare in pompa magna. Tutto bello, soprattutto se si pensa che quella è una delle porte di ingresso della città, quella che accoglie i romani.

Peccato che la nuova illuminazione non abbia fatto luce su un presunto illecito amministrativo denunciato da Il Messaggero oltre un anno fa, mai sanato e sul quale il Comune non ha mai voluto rispondere: un pezzo di quell’Esedra decantata da Cicchetti, infatti, è stata dato in uso a un’attività privata di zona, che ne ha fatto una pertinenza del proprio negozio. 

Il Comune e il sindaco, interpellati sulla vicenda, non rispondono neppure questa volta. Eppure Cicchetti, due sere fa, si è fatto fotografare proprio a ridosso del “giardino della discordia”.

La cronistoria. Tutto iniziò il 26 giugno 2020 quando fu protocollata la nota 28617 con la quale un privato chiedeva di sponsorizzare il giardino di destra dell’Esedra, quello che affaccia sulla Salaria. A tempo di record lo stesso giorno arrivò l’autorizzazione con la determina 1123 (firmata da Angelo Raimondi come Istruttore direttivo), che concedeva in via provvisoria la sponsorizzazione. Secondo il regolamento comunale, la sponsorizzazione prevede la manutenzione di un’area pubblica, di norma un’aiuola o simile, in cambio dell’apposizione di un marchio aziendale a scopo pubblicitario.

L’area, poi, deve restare fruibile per la collettività cosa che, ad esempio, avviene nelle altre parti dell’Esedra con altre 2 attività. Chi ha ottenuto la sponsorizzazione del giardino di destra, invece, ne ha fatto una pertinenza del proprio negozio, installando strutture fisse per la vendita di piante, ancorando sostegni ai muri e tagliando una parte della recinzione su via Salaria e togliendolo, di fatto all’uso della collettività. Lavori che non sembrano in linea con il concetto di “sponsorizzazione transitoria” e che sono stati fatti su quello che è un bene tutelato dalla Soprintendenza dei Beni culturali.

Denunce ce ne sono state diverse, anche a maggio. Tutte cadute nel vuoto, nel silenzio dell’amministrazione e della stessa opposizione. Ora è arrivata l’illuminazione. Chissà che non sia la volta buona che si faccia luce sulla vicenda. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA