Rieti, coronavirus, l'allenatore
Piero Lunari: «Sempre in contatto
con i ragazzi, ora il difficile
sarà ripartire in sicurezza»

Piero Lunari in campo e con la famiglia
di Andrea Giannini
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Sabato 16 Maggio 2020, 11:11

RIETI - Cì chi non si è mai fermato durante l'emergenza. Piero Lunari, 43 anni, dirige l’ufficio postale di Petrella Salto. Lunari ha però dovuto smettere di esercitare il suo hobby, il calcio, che lo teneva impegnato come allenatore nelle giovanili del Rieti (under 14 regionali, i ragazzi del 2006). Il giardinaggio ha preso il posto del calcio poi tante le giornate trascorse con i figli Filippo di 12 anni e Pierfrancesco di 6.

Lunari, quando è iniziato il suo percorso da allenatore?
«Ho iniziato nell’ormai lontano 1998 con quella che allora era l’Alba Rieti San Francesco ed oggi l’Alba Sant’Elia con il settore giovanile. Purtroppo pochi mesi prima avevo subito la rottura del crociato anteriore per due volte nel giro di un anno quindi ho deciso di abbandonare il calcio giocato. La passione era tanta e quindi nonostante la giovane età ho iniziato questa avventura. Sono passato per molte società, dall’ Alba alla Spes Poggio Fidoni dalla Pro Calcio Contigliano alla Fc Rieti poi Cagis Frasso e di nuovo l'Alba con i grandi della seconda e prima categoria per poi tornare al Rieti con la scuola calcio».

C’è stato un anno migliore degli altri?
«Sinceramente ogni anno mi ha lasciato qualcosa di bello. Ora sono molti gli amici tra i genitori e gli stessi ragazzi, che oggi addirittura allenano con me o li ritrovo sulle panchine avversarie, fa un po’ strano. In questi anni ho conosciuto persone importanti, tutte mi hanno dato fiducia sperando di averla ripagata sempre bene».

Lei ha attraversato diverse società, cosa si prova nel vestire la maglia della sua città?
«Dopo i primi anni trascorsi in società più piccole, anche passando per un anno nel Rieti(2008) sono tornato ad allenare con la maglia della mia città. Sono qui da 9 anni e per me è un motivo d'orgoglio, una società che mi ha permesso di affrontare campionati importanti come quello Elite nel settore giovanile».

Qual è il suo ricordo più bello?
«Sicuramente il 2008, la vittoria del campionato con i giovanissimi regionali, erano i ragazzi del 1995, un ricordo indelebile, una vittoria arrivata all’ultima giornata avendo la meglio sulla Viterbese seconda due punti sotto di noi. La società mi mise a disposizione un grande gruppo».

E la partita più bella con i piccoli?
«La finale al torneo di Amatrice della scorsa estate con gli attuali ragazzi 2006 che ancora alleno. Abbiamo avuto la meglio sulla ternana per tre a due, i ragazzi sono stati eccezionali».

La ripartenza dello sport e del calcio…
«L’emergenza covid-19 è in via di miglioramento, per il momento non stiamo buttando tutto all’aria ma in futuro dovremmo essere più attenti. Certo le ripercussioni sul calcio e sullo sport in generale si valuteranno nel corso dei prossimi mesi, la ripartenza sarà difficile e ancor più difficile sarà adattarsi ai vari protocolli imposti dal governo e dalla federazione. Ripartire a determinate condizioni non sarà facile per nessuno, lo sport è un elemento fondamentale non solo per l'aspetto fisico ma anche per il sociale, quindi dovremmo rimboccarci le maniche ed essere più forti di prima».

Il suo lavoro è cambiato?
«Sul lavoro sono stato fortunato, nel senso che in linea di massima ho sempre lavorato stando in un ufficio pubblico, ovviamente con tutte le precauzioni del caso».

Come ha trascorso le giornate in casa?
«Ho vissuto la quarantena solo in parte continuando a lavorare. Mi è mancato l’appuntamento quasi giornaliero con gli allenamenti, ma di contro ho passato molto più tempo in casa in famiglia, con mia moglie, i miei figli e il giardino, diciamo che il giardinaggio ha preso il posto del calcio per questi 2 mesi. Abbiamo fatto molti video-aperitivi con gli amici di sempre e le video-chat con i ragazzi della squadra».

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