Npc Rieti, ipotesi sponsor a luci rosse
per il club: ecco «PornHub»

Sabato 21 Novembre 2015 di Emanuele Laurenzi
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Cattani

RIETI - «Pecunia non olet». Il denaro non ha odore oppure, tradotto in maniera un più spicciola, i soldi sono sempre soldi. Da Tito Flavio Vespasiano a Giuseppe Cattani (nella foto), da reatino a reatino, da imperatore dell'impero romano a imperatore del basket reatino. Duemila anni dopo la storia non cambia e, con essa, neanche i reatini.

Dimostrazione è l'ultima idea del presidente della Npc Rieti che, a perenne caccia di uno sponsor per la sua squadra, si butta nell'impresa: portare sulle canotte amarantoceleste il logo di PornHub, «aggregatore» di siti internet per adulti. Qualche giorno fa i responsabili marketing del colosso del web hanno annunciato la disponibilità a sponsorizzare una squadra italiana di qualsiasi sport, scegliendo tra le candidature che arriveranno entro il 30 novembre.

Un precedente, con qualche analogia, è del 2011: la Virtus Roma pensò al sito «Ashleymadison.com», che organizza «scappatelle», ma il tutto saltò.

La notizia di PornHub è arrivata anche a Cattani. «Sto preparando tutte le carte e le consegnerò ai responsabili dell'azienda» ha dichiarato il presidente.

Una provocazione? Fino ad un certo punto. «Non abbiamo sponsor - spiega Cattani - e nessuno ci aiuta. Perché non valutare tutti gli aspetti commerciali? E' un'arma a doppio taglio, lo so, perché ci potrebbero essere polemiche e si può andare incontro a critiche». E come 2000 anni fa, la storia s'è ripetuta ancora, con le proteste che sono arrivate dalla famiglia. Se Vespasiano dovette fare i conti con il figlio Tito, che criticò la tassa messa sull'urina nelle latrine, nel caso del moderno imperatore reatino l'opposizione è arrivata dalla moglie Annarita.

«Non ha preso bene l'idea - dice Cattani - Non mi parla da 24 ore, ma gli ho spiegato che sono affari e che, del resto, si tratta di una cosa legale. Se si tirano in ballo questioni etiche, allora non dovremmo accettare sponsorizzazioni da nessuno perché su ogni categoria si potrebbero aprire questioni. Usciamo dalle ipocrisie e guardiamo il lato aziendale». Da imperatore a imperatore, da reatino a reatino, duemila anni dopo la storia è sempre la stessa: «Pecunia non olet».

Ultimo aggiornamento: 14 Novembre, 00:04