I tifosi del Rieti "invocano" l'eutanasia per la società. «Staccate la spina»

I tifosi del Rieti "invocano" l'eutanasia per la società. «Staccate la spina»
di Marco Ferroni
3 Minuti di Lettura
Martedì 28 Dicembre 2021, 21:23

RIETI - "Eutanasia". Con questo aggettivo, anche piuttosto forte nel significato, i tifosi del Rieti - quelli che non risparmiano né la voce, né tantomeno i chilometri per seguire la squadra in giro per l'Italia - esprimono tutto il loro disappunto per una situazione che di giorno in giorno, ormai da tre anni, si sta facendo sempre più grottesca, ai limiti del paradossale. Nel mirino, manco a dirlo, la gestione societaria, passata da Curci a Poulinalkis, da Italdiesel a Curci-bis, fino ad arrivare al duo Del Regno-De Sarlo, fino all'attuale coppia Ferretti-De Martino, con un costante 'down' che sta togliendo appeal, ma sopratutto competitività, a un club che dalla conquista della serie C a oggi, non ha fatto altro che "raccontare" e "scrivere" pagine e pagine di sventure e situazioni gestionali rivedibili.

La nota

Gli stessi tifosi hanno deciso di affidare il loro disappunto a una nota, che non lascia spazio a repliche e che preannuncia anche la sospensione del sostegno domenicale:

"Il 29 Aprile 2018, quello che si credeva fosse il realizzarsi di un sogno chiamato professionismo è diventato l’inizio del baratro per la nostra amata Fc Rieti. Da quel giorno ne abbiamo viste di ogni tipo, retrocessioni, penalizzazioni, scioperi, umiliazioni; abbiamo visto scomparire un settore giovanile d’Elite, siamo stati sfrattati dallo stadio, abbiamo visto una squadra senza maglie, siamo finiti in cronaca nazionale sempre e solo per scandali. Abbiamo visto l’alternarsi di “patron” e promesse, ma abbiamo assistito solo ad un graduale deterioramento di quella che un tempo era una società fiore all’occhiello della regione. Siamo sempre rimasti lì, su quei gradoni a sostenere squadre spesso inadeguate allenate da allenatori impreparati e gestite da dirigenti sciacalli; non abbiamo mai mollato e i nostri bistrattati colori non sono mai stati soli in nessuno stadio d’Italia. Ma oggi, a fronte dell’ennesima stagione fallimentare nella quale alle solite promesse estive ha fatto seguito una situazione a dir poco grottesca con giocatori e dipendenti in fuga e una situazione debitoria critica frutto di anni di malagestione, siamo costretti a malincuore a dire basta. Fc Rieti 1936 srl così com’è non ha più nessun motivo di esistere, è una società in coma irreversibile che nessuno o quasi potrà salvare; e questo lo sanno tutti! Dunque auspichiamo che, di comune accordo, si proceda a staccarle definitivamente la spina. Preferiamo ripartire da campi polverosi o di provincia ma tornare ad avere una società seria, pulita e forte che abbia alle spalle un progetto serio, reatino e sociale; che si torni a parlare di settore giovanile, che si torni a far sognare un futuro migliore. Proprio per questo comunichiamo la sospensione di ogni attività di tifo e ci dedicheremo con tutte le nostre forze affinchè si possa ripartire più forti di prima, aldilà di ogni categoria. Non accetteremo nessun compromesso e chiediamo a gran voce alla cittadinanza, ai tifosi, agli imprenditori ed alla politica di supportarci e non ostacolarci, perchè col cuore in mano, ci rendiamo conto che non esiste altra soluzione se non il fallimento e la ricostruzione da zero. Non ci fermeremo mai e non smetteremo mai di lottare, pretendendo che questi 85 anni di storia Amarantoceleste tornino ad essere rappresentati da una società sana e pulita e ad essere rispettati ed invidiati in tutta Italia".

“Per aspera ad Astra”

Commando Ultrà Rieti 1997

© RIPRODUZIONE RISERVATA