Il giallo dell'ex postina, a Roma i primi esami sui reperti ossei trovati nel bosco

Il giallo dell'ex postina, a Roma i primi esami sui reperti ossei trovati nel bosco
di Emanuele Faraone
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Venerdì 14 Ottobre 2022, 00:10

RIETI - Al via nella giornata di oggi, a Roma, le operazioni peritali sui resti ossei verosimilmente attribuiti all’ex postina in pensione, Silvia Cipriani, rinvenuti nei boschi in località Scrocco di Montenero Sabino. C’è grande attesa, anche se le tempistiche sugli esiti potranno superare i 90 giorni, rispetto a quanto quei resti di tessuto osseo potranno raccontare agli inquirenti. Oltre all’estrapolazione del dna per verificare, prima di tutto, se quelle ossa appartengano a o meno a Silvia Cipriani, verrà infatti effettuata un’autopsia scheletrica il cui esito potrebbe fornire altre importantissime informazioni come epoca, modalità e anche causa della morte.

Le risposte che si attendono. Soprattutto, accertare la causa che avrebbe portato al decesso della 77enne pensionata reatina, sarebbe un elemento determinante e dirimente, tale da chiarire definitivamente se il decesso sia stato causato da fattori accidentali oppure scaturito in seguito a un’azione omicidiaria o comunque violenta. Circostanze destinate quindi a dare una svolta all’inchiesta della Procura reatina, la quale ha aperto un fascicolo per omicidio volontario e che vede come unico indagato il nipote Valerio il quale compare anche come persona offesa dal reato in quanto prossimo congiunto dell’anziana. 

Genetica forense. Si tratterà di complesse operazioni di genetica forense cui prenderanno parte - su incarico della Procura della Repubblica presso il tribunale di Rieti - il medico legale Luigi Cipolloni e l’antropologa-odontologa forense Chantal Milani insieme al professor Enrico Tittoni, perito di parte nominato dalla famiglia. Un protocollo multidisciplinare alla base dello studio e delle analisi sui resti ossei, con approfondimenti genetico-giudiziari di antropologia e odontologia forense per poter far luce sulla cause della morte, individuabili anche su resti ossei scarnificati laddove ne rimanga traccia impressa.

Uno studio a tutto tondo in quanto i numerosi fattori esterni intervenuti nell’arco di oltre due mesi nei boschi di Montenero Sabino (da ultimo animali selvatici e cinghiali), hanno compromesso in maniera irreparabile e irreversibile la conservazione dei resti ossei impedendone una tradizionale analisi anatomopatologica che nell’arco di 6, 24 o 48 ore avrebbe dato quelle informazioni di cui gli investigatori della squadra Mobile della Questura di Rieti sono alla caccia.

Focus anche sull'auto. Ma oltre agli esami propriamente autoptici, molto potranno raccontare, su questo giallo sempre più articolato e complesso, gli esami tecnici e strumentali all’interno della Fiat Palio, sulla scarpa e sulla borsetta ritrovati anch’essi nei boschi di Scrocco. Si procederà alla ricerca di tracce biologiche, capelli, dna, eventuali tracce ematiche, qualsiasi elemento che possa eventualmente testimoniare la presenza di altre persone all’interno del veicolo oppure individuare altri elementi per valutare se qualcuno, oltre Silvia, abbia utilizzato quell’auto.

La polizza. Rimangono dunque aperte tante domande con tanti interrogativi ancora senza una risposta. Ieri intanto l’ennesima precisazione sulla polizza infortuni di cui era intestataria Silvia Cipriani (massimale 51mila euro) da parte di Domenico Orsini, uno dei legali di fiducia di Valerio Cipriani: «Non ci risulta che Silvia Cipriani abbia mai prelevato somme del genere (51mila euro ndr), sappiamo soltanto dell’esistenza di una polizza infortuni che non prevede, da contratto, possibilità di riscatto da parte dell’assicurato. Sussistono ancora diversi aspetti in fase di valutazione, ma non ci sono state s

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