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Fontanile ristrutturato ma è troppo alto per far bere gli animali al pascolo, alla Riserva Cervia e Navegna gli allevatori si organizzano con vecchie vasche da bagno

Fontanile ristrutturato ma è troppo alto per far bere gli animali al pascolo, alla Riserva Cervia e Navegna gli allevatori si organizzano con vecchie vasche da bagno
di Samuele Annibaldi
3 Minuti di Lettura
Sabato 25 Giugno 2022, 12:42

RIETI - L’aspetto estetico è incontestabile. Peccato che il fontanile ristrutturato, all’interno della Riserva Cervia e Navegna, non sia anche funzionale per i tanti animali che vi si dovrebbero abbeverare. Troppo alto, infatti, per le pecore e invaso troppo distante dal bordo vasca per i bovini. Tanto da costringere molti allevatori dell’area a sud est del capoluogo Rieti a portare in quota vecchie vasche da bagno, riempirle di acqua e dissetare i propri capi. Un pasticcio bello e buono, che più di una sonora protesta ha sollevato tra i tanti agricoltori della zona, da sempre votata al pascolo in altura.

Il fatto, se vogliamo essere buoni, è che quando si è deciso di ristrutturare l’antico fontanile alle pendici del Monte Navegna, nel cuore dell’omonima Riserva naturalistica, non si sono calcolate bene le misure. O, forse, non si sono calcolate affatto, senza pensare che il fontanile, oltre un secolo fa, aveva una funzione ben precisa: abbeverare gli animali al pascolo e quelli in transumanza. Posizionando invece una soglia nel bordo, l’antico fontanile ha acquistato in arredo urbano, ma ha perso in funzionalità. Il fatto, soprattutto, che si ampliano le dimensioni fa sì che animali, come le pecore, non riescano più ad arrivare all’acqua e ad abbeverarsi. 

Disagio immediato. E a Vallecupola, frazione di Rocca Sinibalda, luogo antico di pastorizia e di transumanza, con l’inizio dell’estate e - da prima - delle elevate temperature, sono arrivati i pascoli ed immediato è emerso il disagio per questa anomalia, per prima denunciata dall’allevatrice Angelina Liberali. Le pecore portate in montagna non riescono a bere. In nessun modo. Si tratta di trecento capi di bestiame sui novecento presenti presso l’azienda che produce latte per un caseificio di Monterotondo, della quale la stessa è titolare. Un disagio che ovviamente si estende anche a tanti altri allevatori.

Le richieste. Immediate sono scattate le rimostranze e le richieste di intervento da parte degli allevatori, che hanno contattato l’Azienda sanitaria locale di Rieti, l’Università agraria di Rocca Sinibalda, la Riserva dei Monti Cervia e Navegna e i carabinieri forestali. Questi ultimi hanno anche effettuato i primi sopralluoghi e il Comune stesso di Rocca Sinibalda ha spedito dei tecnici. «Occorre subito trovare una soluzione - auspica la signora Angelina. - È palese che sia stato commesso un errore nella realizzazione di questi fontanili, poco adatti alla funzione per cui sono stati costruiti, vale a dire quella di abbeverare pecore e bovini. Per ovviare al problema, non di poco conto per chi si occupa dei capi di bestiame, si sono portate in montagna due vecchie vasche da bagno, che vanno riempite di continuo da parte di un mio dipendente che accudisce il bestiame lì in montagna. Ma questa è una soluzione che può andare bene solo per tamponare un paio di giorni, non certo per tutta l’estate, anche perché serve la presenza in loco di una persona. Sempre».

La speranza. La soluzione chiesta dalla signora Angelina, ma anche da altri allevatori, è quella di ripristinare lo stato dei luoghi così da permettere al bestiame di riuscire ad abbeverarsi. Nel frattempo è stato chiesto all’università agraria, proprietaria della struttura, di creare degli invasi adatti a poter far bere le pecore col gregge che è numeroso e considerato anche il particolare periodo di caldo ha continuo bisogno di acqua. 

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